La Sosta del Cavaliere a Sovicille (SI) e la creatività di Leonardo Fiorenzani
(Tutte le foto dell’articolo sono di Alireza Mohtashami)
Ormai conosciamo La Sosta del Cavaliere a Sovicille (SI) e la creatività di Leonardo Fiorenzani.
Da qualche anno abbiamo visto la sua crescita ed evoluzione di cui rimane traccia nei nostri precedenti articoli del 2020 e 2021.
La location si trova in aperta campagna a pochi km da Siena, un luogo suggestivo vicino al bosco dove potrete avere un full immersion nella natura.

Leonardo è un vero appassionato della cucina, quando ha in mente di preparare un piatto con certe prerogative e gusto non lo ferma nessuno.
Insiste e continua sino a che la pietanza non assume il gusto e l’aspetto di quello che lui immagina.
Sono molte le sue creazioni e piano piano il numero dei clienti affezionati che l’hanno conosciuto e che ritornano cresce in maniera esponenziale.
Le news
Le novità riguardano principalmente la parte esterna in cui è stata allestito, sotto un bersó, un privè in cui, in totale riserbo è possibile fare una cena tête-à-tête.

Il numero dei commensali, per un servizio impeccabile, non supera mai i 18 ospiti, il numero giusto per avere una accoglienza adeguata.

I piatti sono molto curati e guarniti con una grande quantità di erbe aromatiche anche inusuali che completano gustativamente e coreograficamente le pietanze.
All’esterno del ristorante il prato verde vicino al dehor estivo è incorniciato dalle aiuole dove sono coltivate le aromatiche usate per completare i piatti che vengono servite agli ospiti.

I piatti hanno un bel carattere e sono composti per la maggior parte da ingredienti ben riconoscibili e di piccoli artigiani, agricoltori e allevatori dei dintorni.
Anche se era già allestito il dehor esterno abbiamo mangiato all’interno.

La sala
Michela Bigio, compagna nella vita e nel ristorante con Leonardo, Sommelier, ci consiglia con maestria i vini da abbinare al nostro menù degustazione.

Ecco la mia sintetica analisi complessiva ed oggettiva sul ristorante contestualizzandone la tipologia:

Ci vengono servite le amuse-bouche:
- Cialda di miglio, crema di peperoni, acciuga marinata sotto sale e pepe del Sichuan.
- Bignè craquelin con semi di papavero, finocchiona e finocchietto di mare
- Pâté di cervo in dolceforte con isoppo.
- Gazpacho con sedano.

Segue il servizio del pane composto da tre tipologie preparati dalla cucina.

Antipasti
Per iniziare il nostro percorso degustazione con gli antipasti ecco una Perla di pecorino del caseificio Nuovo, adagiata su una pera con noci, maionese di curcuma, miele di Stigliano e polvere di ortica.
Un’incredibile sapidità nel pecorino caldo che si sposa con la pera e la guarnizione di erbette dell’orto ognuna con un suo perché.
Equilibrata e gustosa, un ottimo inizio dalla percezione complessa.

La tartare di Chianina Az Agr. Barbi al coltello affumicata, timo, melanzana, fragole, acciughe viene servita condita e sotto una campana di vetro in cui arriva affumicata.
Piacevole la nota fumosa amalgamata con gli altri ingredienti ne esce una tartare diversa ed intrigante in cui il ruolo del grissino di corredo è fondamentale grazie alla spinta aromatica delle erbe con cui è preparato.

La Lingua di Chianina Az. Agr. Barbi, polenta, Vin Santo, prezzemolo e aglio, lamponi, zenzero.
Piatto composto con equilibrio in cui si può apprezzare la lingua anche da neofiti.
Carne delicata ed appetitosa in cui le erbette giocano il loro ruolo dando una bella spinta gustativa che si completa con il gelato finale.
Azzecata la scelta di presentare gli ingredienti a cubetti senza doverli tagliare.

Primi piatti
Riso Carnaroli tenuta Drovanti, bottarga, stracciatella, erba San Pietro, mirtilli, limone candito.
Bellissima presentazione che ci crea grandi aspettative, il riso, impreziosito dalla bottarga, si esprime nel palato con sapide note gustative e si apprezza nella sua completezza con la sferzata e la freschezza del limone candito.
Un piatto che ci mette a nostro agio.

Mezzi paccheri Mulino Val d’ Orcia, chiocciole del Valdarno, pecorino stagionato.
Dirompente il gusto del formaggio che amalgama e accoglie le chiocciole che condiscono la pasta.
Un piatto complesso che dona una buona espressione di gusto e ci riempie la bocca.

Piatto principale
Lombo di Cinta senese Dop Renieri, crema di whiskey, mandorle, bietola, cipolla rossa.
Un piatto nuovo nell’aspetto e nel gusto, complesso e ben articolato che rappresenta il percorso evolutivo dello chef in un’ascesa esponenziale.
Inconsueto l’uso del whiskey che completa e ravviva la delicatezza della carne in un crescendo di impatto pur mantenendone l’armonia olfattiva.
Un piatto accattivante sicuramente da provare!

Per finire
Predessert con Formaggio di crosta fiorita all’achillea e gelatina di fragole con limone candito, piacevole e fresco.

Gelato al gorgonzola con copertura fondente al 64% cioccolato Madagascar con caramello salato al caffè e pasta di cocco.
Goloso e ben equilibrato, un fine pasto decisamente diverso dal solito ben compensato dal corroborante cioccolato fondente

Cremoso di lime con cialda al mirtillo, lampone e kefir.
Un dessert decisamente fresco e leggero, delicato nelle note gustative e adattissimo a chiudere un pranzo anche impegnativo.

Per finire les petits fours serviti in una simpatica scatola con scomparti e aperture a sorpresa.

Un’interessante esperienza gustativa in cui lo chef ha messo in atto tutta la sua professionalità per regalarci un momento intenso e diverso.

Complimenti a Leonardo per la sua passione e dedizione alla faticosa vita del ristoratore.
In pochi anni che ci conosciamo ha fatto professionalmente veramente passi da gigante progredendo nel suo intento di soddisfare anime e corpi!

© Tutte le foto dell’articolo, se non diversamente indicato, sono scattate da Alireza Mohtashami ed hanno copyright by marcobechi.it
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