Le mie idee in cucina vegetariane– Nr. 11 – “Spaghetti ca’ cucuzza luonga (con la zucchina lunga)”

Una vita fa, almeno 25 anni fa, uno strano episodio si intrecciò nella vita della mia famiglia. Sembra una storia buffa ma è la verità. Ai tempi in cui Enzo Tortora esordiva in televisione con Portobello che i più grandi ricorderanno con la frase “Big Ben ha detto stop” insieme alla vendita di oggetti strani, fu anche la prima trasmissione in cui si ricercavano le persone poi tanto sbandierate dalla varie Carrà o Filippi successivamente. Ebbene, un militare siciliano di Noto (SR) tale Vincenzo Bellomo, che era stato ospitato in tempo di guerra per più di un anno (nel 1943/1944) a casa di mia nonna a Monteriggioni (SI), sembra, vedendo Portobello, si ricordò di chi l’aveva accudito amorevolmente poco più che ventenne e dunque, provò dopo circa 40 anni e riuscì a contattare la famiglia che si ricordava con affetto. Subito incominciarono delle lunghe telefonate tra nonna, mamma e lui e seguite poi dalla visita nel 1986 dell’ex militare Vincenzo Bellomo, ormai di una certa età, seguito dalla moglie Lina, la figlia Santina, il genero Giuseppe Cenzuales (detto Enzo) e i nipoti Vincenzo e Miriam. Io a mia moglie abitiamo vicini a dove viveva la nonna e provvedemmo ad ospitare a casa nostra i figli mentre Vincenzo e Lina andarono dalla nonna. Per farla breve fu una conoscenza interessante che molto si basò sul fatto dei ricordi e che portò, l’anno successivo, nel 1987, ad essere ospitati, io, Manuela e Niccolò che era piccolissimo, a casa loro a Noto, anzi precisamente a San Corrado di Fuori , in montagna dicevano loro ma a soli 7 km da Noto Marina. Fu una bellissima esperienza, per noi la prima volta in Sicilia anche se lo shock termico fu impensabile. Era agosto, partimmo in aereo da Pisa la sera con 28° gradi e dopo un’ora e 15 arrivammo ai calorosi 38° di Catania dove ci aspettava Enzo per accompagnarci a Noto. Furono diversi giorni e tutti intensi a vivere e gustare i sapori della Trinacria e la festosa accoglienza dei nostri amici. Quello, di 25 anni fa, fu il 1 ferragosto festeggiato nella mia vita, nel senso che a Siena il ferragosto è “solo” il giorno prima del Palio dell’Assunta e non ero a conoscenza che al di fuori della mia città avesse tutta questa importanza, anche perchè difficilmente un senese si allontana da Siena nei giorni del Palio. Mi ricordo che Enzo, incaricato di acquistare il pesce per il pranzo, condusse me e mia moglie ad Avola ad una pescheria di loro fiducia dove presero l’occorrente per la “zuppa di pesce” e un dentice di 3 kg e mezzo da fare arrosto e da consumare insieme ai numerosi parenti che condivisero il desco il giorno del ferragosto. Mi colpì il fatto che il pescatore, portandoci nel retro, ad un certo punto, guardandoci con complicità disse “prendesse” e offri a me e Manuela un assaggio di quanto di meglio aveva, una cassetta con occhi di bue appena pescati. Il boccone fu ghiotto ed è stato unico nella mia vita. Al ritorno saccheggiai una pasticceria acquistando cassatine, cannoli ripieni in tutti i modi e la frutta di Martorana per concludere il nostro 15 agosto. Nei giorni seguenti andammo spesso in giro per mercati, a mangiare la granita di mandorle o limone dentro la brioscia, a scoprire i sapori della Sicilia. Io mi eccitavo vedendo i pomodori a seccare al sole, i vassoi di ceramica dipinti in cui facevano lo “astrattu” di pomodoro oppure gli stampi in ceramica dove preparavano la cotognata sempre messa al sole e trasformate alla fine allo stato solido come gelatine compatte. In quell’occasione feci anche scorpacciate di olive, peperoni e melanzane cucinate in tutti i modi. Ho il ricordo di Vincenzo che faceva sempre colazione coi pomodori rossi e polposi e della nonna Lina che, china su un gradino, preparava le olive, conservate in salamoia in grossi vasi di vetro, togliendo l’ “osso” il nocciolo con un martello e poi aromatizzandole con carota a rondelle, sedano, finocchietto selvatico, aglio e olio. Non si finiva mai di mangiarle e non sò che darei per risentire quel sapore. Santina era e sarà ancora una brava cuoca ma non potrò mai dimenticare le “cotolette di giardino” melanzane di quelle tonde e bianche tagliate alte, passate nell’uovo, pangrattato e poi fritte. La “Caponatina di melanzane” era una sua altra specialità come la “pasta chi tinnerumi” ed è ad onore e ricordo di questa bellissima conoscenza che continua anche oggi, anche se non ci vediamo da anni, che voglio dedicare questa ricetta a chi non c’è più e anche a Santina, Enzo, Giuseppe e a Miriam che ricordo bambini ed invece adesso sono genitori a loro volta. Fortunatamente ho ritrovato su FB. Miriam che vive ad Alessandria (Il Pupo, che ho usato per lo sfondo delle foto, me lo spedirono loro da Noto ….una vita fà). Tornerei proprio volentieri a Noto dopo tutti questi anni.
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“Spaghetti ca’ cucuzza luonga (con la zucchina lunga)”
Ingredienti per 4 persone:
Gr. 200 di spaghetti (io ho usato uno spaghetto di grano duro bio varietà Senatore Cappelli)
Nr. 1 zucchina lunga siciliana (circa 50 cm);
Nr. 1 cipolla;
Nr. 2 patate;
Gr. 500 di pomodoro maturo;
Nr. 1 spruzzata di peperoncino;
Nr. 1 ciuffo di basilico per guarnire
olio extra vergine di oliva q.b.
caciocavallo grattugiato q.b. (oppure parmigiano)
sale q.b.
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Utensili e stoviglie necessari:
Tagliere
Coltello affilato
Pentola capiente
Pelapatate
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E’ una ricetta facile e veloce e anche abbastanza energetica per la pasta e le patate. Secondo me è migliore se preparata prima e poi riscaldata appena. Occorre la zucca, che mi ha dato cortesemente il mio vicino Cristian che le coltiva perchè Maria, la mamma della sua ragazza Catia è nata a Palermo

poi patate e cipolla

un bel pomodoro bello grosso e succoso

Tagliate sottile la cipolla e fatela soffriggere in un cucchiaio di olio EVO e un cucchiaio di acqua

e poi aggiungete la patata e il peperoncino continuando a cuocere girando sempre

poi aggiungete la zucca (prima pelata con il pelapatate) tagliata a tocchetti e anche il pomodoro

poi coprite a filo di acqua e salate a piacere ( io ho usato il sale aromatico che uso sempre in cucina) e cuocete per 20 minuti

al termine della cottura aggiungete gli spaghetti spezzati in 4

e cuocete al dente. E’ possibile servire la pasta più o meno brodosa secondo i gusti.

Potrete abbinarci un vino bianco tipo un’insolia o un grillo
Buon appetito!
Marco Bechi mb@marcobechi.it +393394977937





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