I vini dell’Alto Adige incontrano la cucina de La Ménagère a Firenze
Fa sempre piacere conoscere nuove realtà vitivinicole ed è particolarmente piacevole quando questo succede in casa quando i Vini dell’Alto Adige incontrano la cucina de La Ménagère a Firenze.
L’Alto Adige è un territorio così diverso dal resto d’Italia in cui la popolazione è vissuta e vive a cavallo di due culture, quella italiana e quella germanica.
Come estensione, l’Alto Adige è uno dei territori vinicoli più piccoli d’Italia e produce il 64% di bianchi contro il 36% di vini rossi.
La viticoltura si estende dai piedi dei massicci alpini più elevati a Nord, fino ai vigneti di un paesaggio decisamente mediterraneo a Sud.
5.000 viticoltori si dividono una superficie vitata di poco più di 5.600 ettari, distribuita nelle zone climatiche più disparate, su terreni diversi e a quote che variano fra 200 e più di 1.000 metri s.l.m.
Un terroir quanto mai differenziato fa sì che tanti vitigni trovino condizioni di crescita ideali.
Nel vigneto e in cantina, i vignaioli altoatesini, riunitisi in Consorzio dal 2007, possono contare su un’esperienza maturata e tramandata di generazione in generazione, combinandola all’attenzione crescente per una viticoltura naturale e sostenibile, e alla voglia costante di rinnovarsi.
Il Benvenuto
Il benvenuto agli ospiti è stato dato con un calice di Alto Adige Spumante DOC Haderburg Pas Dosé 2018 – Tenuta Haderburg, 85 % Chardonnay 15 % Pinot nero, dal colore giallo paglierino limpido e brillante dal fine e persistente perlage.

Al naso molto piacevole con sentori di frutta bianca e lievito si sviluppa in bocca con una certa decisione e vivacità contrassegnata dall’armonia e dalla nettezza nel gusto secco e piacevole.
Adatto per iniziare negli eleganti e ricercati ambienti de La Ménagère dove ci siamo incontrati.

Successivamente siamo scesi al piano sottostante.

Ci siamo poi accomodati a tavola per gustare un menù preparato dallo chef Nicholas Duonnolo che è stato abbinato ogni portata a due vini – un bianco ed un rosso:
Benvenuto dalla cucina

Antipasto
Carne cruda con funghi fritti, maionese al rafano e foglie d’ostrica, saporita e ben condita in buon equilibrio di sapidità e carattere che la rendeva molto appetitosa.
Per me si abbinava meglio con il bianco!

Abbinata a:
Gewürztraminer Riserva DOC Brenntal 2019 – Cantina Kurtatsch Alto Adige, un vino prodotto da monovitigno e con una gradazione alcolica importante 15,5% ma non rilevabile al gusto grazie all’elegante acidità suffragata da note fruttate di rosa, mango e buccia d’arancia.

Pinot Nero Riserva DOC Matan 2019 – Tenuta Pfitscher Alto Adige, anche questo monovitigno, è allevato a 550 metri di quota da cui eredita le note caratteristiche dei frutti di bosco e una naturale eleganza gustativa che lo rendono un vino delicato e dalla piacevole beva.

Primo piatto
Raviolini di ortica e aglio orsino, ricotta piemontese ed essenza di salvia, molto freschi e piacevoli con un ripieno semplice ma ben equilibrato.
Per me si abbinava meglio con il bianco!

Isarco Kerner DOC 2021 – Cantina Strasserhof Alto Adige, un vino che fa solo acciaio per 8 mesi, dalle note aromatiche fruttate di frutta tropicale, pesca e fiori bianchi, risulta al palato fresco, minerale, quasi salato e con una accentuata acidità.
Alto Adige Schiava DOC Gschleier 2020 – Cantina Girlan, vigne tra gli 80 e i 110 anni che donano sentori fruttati, tannini eleganti in vini apparentemente semplici che con la loro sapidità si sposano bene con una tavola quotidiana ma che in realtà hanno anche una lunga vita e potenzialità di invecchiamento.
Secondo piatto
Petto d’anatra al frutto della passione, chutney di pomodoro ed indivia belga, l’amarostico dell’indivia ed il chutney stemperano la dolcezza della carne dell’anatra.
Ben cotta e adattissima all’abbinamento dei vini, specialmente del vino rosso.

Chardonnay Riserva DOC Stegher 2019 – Cantina Bolzano Alto Adige, con un bel colore giallo e leggere sfumature verdi richiama al naso l’ananas ed il melone ma anche vaniglia. Un un grande carattere nel palato sostenuto dall’acidità ben presente e dalla piacevole mineralità.
Alto Adige Santa Maddalena Classico DOC Vigna Premstaller 2021 – Tenuta Hans Rottensteiner, vitigno Schiava e Lagrein in piccola parte, la maturazione avviene in botti di rovere che mostrano alla fine un vino dal netto colore rosso rubino con sentori di ciliegia e viola a mammola.
Possiede tannini molto morbidi ed eleganti che ne fanno un vino versatile.

Dessert
Crema di cheesecake, crumble salato al timo e vaniglia, frutti di bosco e riduzione al vino, una interessante interpretazione del dessert che risulta inconsueto e fresco tra i frutti di bosco e le note balsamiche del timo.

C’è stata alla fine una piacevolissima sorpresa, il Presidente del Consorzio Vini Alto Adige Adreas Kofler ci ha fatto assaggiare un piacevole “fuori programma”.
Ha aperto una magnum di Freienfeld Cabernet Sauvignon Riserva 2018, il vino top della della sua cantina Kurtasch Kellerei che ci ha stupito per il suo carattere possente.
L’affinamento viene fatto prima in 15 mesi in barrique e poi 9 mesi in grandi botti di rovere ed un anno di bottiglia prima di essere commercializzato.
In 30 anni sono stata fatte solo 20 annate perchè viene prodotto solo con le vendemmie migliori.

L’incontro con i vini dell’Alto Adige è stato quanto mai interessante proprio per la varietà di prodotti assaggiati ma anche per l’interessante abbinamento del doppio vino al cibo.

Uno stimolo ulteriore per me che ha reso l’attenzione nei confronti dei vini dell’Alto Adige ancora maggiore di quanto lo fosse in passato.
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