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Clandestino una palafitta nel mare che fa breccia nei cuori e nei palati
È bello scoprire le cose buone, specialmente se sono così speciali e trasudano d’amore come Clandestino una palafitta nel mare che fa breccia nei cuori e nei palati.

Il Parco regionale del Monte Cònero, nella baia di Portonovo nelle Marche, accoglie Clandestino, la magia azzurra diventata realtà, che si confonde con il mare in cui si interseca come una palafitta circondato dal fitto bosco di macchia mediterranea profumata di natura incontaminata.

Sono ormai oltre venticinque anni che il Clandestino ha aperto le sue porte agli ospiti e non capiamo perché ancora non abbia la stella Michelin – per noi è come se l’avesse.
Il nome “Clandestino”, ideato dal titolo della canzone, quella di Manu Chau, che era in voga allora ispirò Maurizio Fiorini, insieme al chef patron Moreno Cedroni.

Quel chiosco, quasi un chiringuito sulla ghiaia del verdazzurro Adriatico, prima aperto anche come bar dalla mattina a tarda notte ma oggi solo con servizio di ristorazione è diventato un must e considerato uno dei luoghi top per il pesce in Italia.
Naturalmente le migliorie sono state tante e grazie alle idee di Moreno Cedroni e di Mariella Organi, meglio conosciuti per La Madonnina del Pescatore **, oggi Clandestino manifesta tutta la sua leggiadria e perfetta interconnessione con la natura circostante in cui si integra perfettamente sia per i colori, gli arredi e la magnifica filosofia dell’accoglienza e non per ultima la qualità del cibo eccellente ed inconsueto sempre ispirato all’oriente.

Moreno e Mariella ogni anno compiono un viaggio di scoperta e nell’ultimo hanno approfondito meglio il Vietnam di cui ripropongono alcuni piatti che letteralmente fanno sognare ad occhi aperti per le sottili sfumature che si colgono durante la degustazione.
Noi abbiamo assaggiato “SUSCI VIETNAMITA”. Sottolineo che è Susci “all’italiana” ed è scritto volutamente Susci con la C e senza H.

Lemongrass Mule
Piacevole, facilmente apprezzabile, mood vintage nostalgico in chiave contemporanea, fresco.

Kampot
Consistenze simili tra gli ingredienti, omogenee quasi cremose, burrose e un pò pastose. Sapori rotondi, freschi e delicatamente lunghi nel palato.

Chao Tôm
Un vero viaggio nell’oriente e nello specifico in Vietnam. Sapori netti, ma delicati e incredibilmente decisi. Il gioco tra il dolce della salsa, l’acidità dell’ananas e la piccantezza rotonda è molto piacevole.
Il bastoncino di lemongrass, da mordicchiare durante l’assaggio, è una creatività usata nel posto giusto e crea un comfort food in versione gourmet, divertente e avventuroso.

Bánh Tráng Nuóng
Un sapore riconosciuto che ricorda i polpetti in guazzetto ma con uno sprint in più, la croccantezza del riso che da bagnata con la salsa diventa, molto orientale, un po’ appiccicoso dandoci un’esperienza unica.

Phó
Delicato, molto delicato il brodo di granchietti, più lo mangi più lo apprezzi, un piatto rigenerante come un elisir di giovinezza che rinfresca le papille gustative e appaga con la sua veste da comfort food dai toni pacati. Un cibo che fa bene al corpo e all’anima con i noodles di seppia.

Cá Hãp Sot
Ultima portata del percorso Susci Vietnamita, quella più memorabile, nella sua semplicità, quasi casalinga.
Lo Chef Moreno è molto capace, sa quando rivisitare e quando fermarsi alla tradizione autentica, con grande rispetto.
Lui cucina non per il suo ego personale ma per la passione e per portare avanti la cucina nella sua essenza, senza orpelli inutili.
Un sapore molto piacevole, complesso ma semplice come se fosse la nonna vietnamita che sa cucinare bene.
Un gusto orizzontale, riconoscibile, melanzana leggermente affumicata che si abbina benissimo ai sapori della sogliola.

Bánh Khoai Lang Chuõi Chiên
Snack di casa, sapori conosciuti in cui emerge la banana, un incrocio tra una frittella, una crêpe e un pancakes ravvivato dal gelato alla banana e dalla gelatina di acetosa.

Cà Phê Sûa Dá
Un’esperienza: un caffè vietnamita d’orzo gusto Moretta, filtrato al momento. Sottolinea di vivere il momento, uno slow living portato sulla tavola.

Profumi e sapori unici che ci trasportano in un’altra dimensione, in un viaggio onirico quasi incantato in cui siamo avvolti dai profumi di lemongrass, ginger, ananas e quant’altro rimandi la nostra mente all’oriente.
Ogni anno un viaggio, ogni anno un menù nuovo che racconta quel viaggio ma naturalmente è anche previsto un menù “SUSCI MEMORIES” 2026 che racconta i piatti classici che negli anni hanno fatto felici i clienti e che cambia sempre ogni anno ripescando le pietanze dai menù passati.
La Cucina de Il Clandestino

Da sinista: Commis Andrea Perotto, Commis Corrado Petrolati, Chef Alessandro Andrioli, Sous-chef Matteo Buccolini, Commis Laurence Coccia.
La Sala de Il Clandestino

Da sinistra: Sommelier Giovanni Fenucci, Sommelier Selene Cameruccio, Restaurant Manager (storico) Massimo Franzin, Commis Alice Gattari, Accoglienza Sudani Scarpini, Chef de Rang Alexandru Dumitrace.
Una sala attenta, professionale e solare che sa benissimo come intrattenere l’ospite con il giusto tono di voce, con sorriso in linea con l’ambiente soft e rilassante circostante. Grazie a l’eleganza innata di Mariella Organi e la navigata esperienza di Massimo Franzin che si occupa da oltre vent’anni del Clandestino.

Un luogo indimenticabile dove non vediamo l’ora di tornare per vivere ancora una volta quella sensazione di bello, buono e inconsueto in cui si intravede l’amore nella preparazione e nel servizio.
Tel. +39 071 801422 – E.mail prenotazioni@clandestinosuscibar.it
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