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Il Ristorante del Lago * conquista anche “due calici” tra le migliori liste vino
Stavolta, nel nostro perenne girovagare tra ristoranti meritevoli di attenzione, abbiamo quasi scalato l’Appennino Tosco-Romagnolo per giungere a Bagno di Romagna, a Acquapartita e scoprire che il Ristorante del Lago * conquista anche “due calici” tra le migliori liste vino.
Simone e Andrea Bravaccini

In effetti i due fratelli Bravaccini, Simone in cucina e Andrea in sala, non solo hanno avuto nel loro Ristorante del Lago, di famiglia da una vita, la stella Michelin nel 2025, ma anche hanno avuto da Wine Spectator Award la segnalazione per due calici che li colloca in alta posizione per l’accurata e copiosa scelta dei vini.
In effettti Andrea è un grandissimo appassionato di vino ed ha in cantina circa 10.000 bottiglie che spaziano tra nazionali ed internazionali.

Ogni servizio della cucina proposta dallo chef Simone è infatti contraddistinto da un pairing di vini a dir poco esaltante che difficilmente riusciamo a trovare.
Quasi oseremmo dire, in maniera provocatoria, che la proposta del Ristorante del Lago è in controtendenza, una degustazione di vini con un pairing di cibo.
Comunque è stata un’esperienza lodevole e divertente sotto tutti i punti di vista, in particolare ci ha conquistato l’attenzione di Andrea per i vini che difficilmente abbiamo trovato anche in ristoranti pluristellati.

L’ambiente e la storia
La gestione è sempre stata famigliare dal 1971 e iniziata grazie alla passione per la buona cucina e i sapori del territorio dai genitori della titolare Catia che proponeva una cucina più semplice ma saporita.

Nel 2009 l’arrivo al ristorante di Andrea – oggi 38 enne e sommelier – fa evolvere la proposta con piatti sempre più elaborati e proposte di vini interessanti.

Dal 2018 il figlio minore Simone – oggi 24enne – si cimenta in cucina dopo esperienze importanti presso San Domenico ** ad Imola e Piazza Duomo *** ad Alba proponendo una cucina pulita e rispettosa del territorio.

La struttura è stata rinnovata completamente recentemente e, all’interno, si presenta molto bene con i suoi toni scuri alle pareti contrastanti con i lunghi tovagliati dell’apparecchiatura, un ambiente caldo, accogliente con la cucina parzialmente a vista.
I tavoli ben distanziati contribuiscono alla fruizione di un’esperienza gradevole e gratificante grazie anche al servizio professionale e competente.
Noi abbiamo assaggiato una scelta tra i tre menù proposti: Classici, Stagione e Caccia.

Il Menù
Iniziamo con un piccolo benvenuto caldo da sorseggiare.

Poi lo Snack di benvenuto:
Grissini stirati a mano, pan brioche al carbone vegetale farcito da mousse al cavolfiore e maionese, pane croccante con burro salato di Normandia, tartufo nero e cipolle in agrodolce, bon bon di cervo, taco al pomodoro, battuta di capriolo e maionese ai frutti rossi, bignè farcito con bacon croccante, fegatini con riduzione di balsamico, bacio di dama salato con mandorle, paprika e caprino.
Abbinato a Champagne Extra Brut Emeline De Sloovere – Meunier (75%) e Chardonnay (25%).

Subito dopo arriva il pane con lievito madre con farina tipo 1 e al cioccolato e focaccia al rosmarino e ai 5 cereali.

Antipasto
Tartare di trota, gelato al basilico e gel al frutto della passione, un’esplosione di sapore che con il gelato si evolve nel palato assumendo risvolti epici.
Un mondo a parte che si completa con il pairing con il vino mantenendo coerenza e carattere della raffinata materia prima.
Il lago e un tocco di terra attraverso l’erbaceo del basilico che “esplodono” nel palato come tante scintille scoppiettanti.
Abbinata a Albert Boxler Muscat, un grande vino alsaziano.

Parfait di fegatini, gel di cipolle, noci soffiate e tartufo nero, in realtà un piatto molto azzeccato per fare da intermezzo e gustare appieno l’abbinamento con il vino.
La noce croccante rivitalizza i fegatini che assurgono quasi al ruolo di dolce.
Servito in un abbinamento egregio con uno Château d’Yquem Sur Saluces 1987.

Il tappo dello Château d’Yquem Sur Saluces 1987.

Primi piatti
Cinghiale, spuma di polenta e polvere di ginepro, un gusto che non ti aspetti nella “coppa” ricoperta di cremosa salsa.
Una golosa sorpresa, il ragù di cinghiale esplode in tutta la sua festosità nel momento in cui, con il cucchiaio, se ne carpisce l’intera consistenza ed il palato ne riceve un lussurioso premio.
Abbinato a un Valpolicella Classico Superiore 2021 Speri – Santurbano.

Risotto al ragù di colombaccio, burro alla salvia, polvere di alloro e olive nere, un grande carattere in questo piatto dalla perfetta costruzione che si concretizza e si evolve raccontando con raffinatezza la rusticità degli ingredienti e i sapori familiari di casa di una volta.
Un piatto allo stesso tempo sia materico che trascendentale.
Abbinato con uno Schioppettino Mastri Vinai Bressan 2019.

Ravioli di cacao e caffè ripieni di pollo cotto al barbecue su salsa royale, la pasta ripiena del pollo cotto alla griglia ne assume i caratteri e i sapori e li restituisce all’avventore senza troppi virtuosismi.
Abbinati ad un Runcaja Langhe Nebbiolo Burzi 2022.

Secondo piatto
Quaglia alla brace ripiena di fegatini e tartufo nero, in perfetta linea con i piatti precedenti immediati e profondi contraddistinti da sapori familiari di braci e di casa esaltati da tecniche avanzate.
Abbinata a Les Promesses 2020 – un Bordeaux di Château Rocher-Corbin – Montagne-Saint-Émilion.

Poi ci è stato presentato il bellissimo carrello dei formaggi ma abbiamo cortesemente declinato l’invito all’assaggio.

Dessert
Predessert – Sorbetto al mandarino, spumoso e goloso, molto rinfrescante.

Babà agli agrumi, gelato al Marsala, crumble al cacao e zabaione tiepido, un classico della cucina regionale napoletana arricchito dai virtuosismi della pastry-chef.
Un dessert che rappresenta la dolcezza in più sfumature, nel babà, nel gelato, nella sfoglia e nello zabaione che giocano tra consistenze, temperature e gradi di dolcezza.
Abbinato a Marsala Superiore Oro Riserva 2019 di Marco De Bartoli

Per concludere
La piccola pasticceria – Tartelletta con crema e frutta fresca, cioccolatino al passion fruit, cioccolatino caramello salato ed arachidi.

Un menù esemplare sia per il cibo preprato da Simone ed il suo staff che per gli abbinamenti con il vino proposti da Andrea.
Un luogo che merita la visita proprio per la vivida attenzione all’abbinamento vini proposti con estrema competenza e i sapori molto profondi e di carattere proposti dallo chef.

Un posto un pò fuori dal mondo, dalle rotte commerciali e turistiche che sta facendo parlare di se per la sua unicità.
Una cucina quasi tradizionale che non segue le mode dei fermentati e delle tendenza attuali o che per lo meno non vengono evidenziate.
Alla fine abbiamo proprio compreso a ragion veduta perché Wine Spectator Award ha segnalato con “due calici” il Ristorante del Lago.
Uno di quei posti dove hai voglia di tornare!
© Tutte le foto dell’articolo, se non diversamente indicato, sono scattate da Alireza Mohtashami ed hanno copyright by marcobechi.it




