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Relais Le Jardin, la moderna classicità che si muove, respira e si evolve con Firenze
Ci sono nel capoluogo toscano posti speciali dove non c’è bisogno di alzare la voce per farsi notare come al Relais Le Jardin, la moderna classicità che si muove, respira e si evolve con Firenze.

Sono quei luoghi dove, appena entri, ti accolgono come se ti conoscessero da una vita, con quella discrezione elegante che appartiene solo alle case nobili di un tempo.
Il Relais Le Jardin, all’interno dell’Hotel Regency di Firenze, è uno di quei posti!

Ci torno abbastanza frequentemente almeno una volta l’anno e ogni volta mi ritrovo in un’atmosfera familiare eppure sempre nuova come quei profumi che riconosci subito, ma che improvvisamente ti sorprendono con una sfumatura diversa.
Una Firenze ovattata fuori, un mondo raccolto dentro
Varcare la soglia del Regency significa entrare in un ritmo diverso.

Gli arredi raffinati, il legno, la luce morbida che arriva filtrata dalla veranda che si affaccia sul giardino, tutto sembra dirti che è il momento di rilassarti, di respirare profondamente e di goderti il momento.

Il giardino interno, il loro Urban Garden, è una piccola oasi che amo particolarmente.
Non è semplicemente il dehors di un ristorante, è un angolo silenzioso che nessuno si aspetta in pieno centro fiorentino pieno di piante di limoni che con i loro gialli accesi colorano l’anima e profumano l’aria.

Tra la Sala Veranda, più formale ed elegante, e la Sala Zodiaco, dedicata al bistrot, si muove una stessa filosofia fatta di sensibilità, misura e gusto in cui la stessa cucina prepara le esperienze.
Le camere avvolgono gli ospiti con elegante sobrietà

Le camere, di cui alcune recentemente rinnovate, offrono un elevato comfort con tante comodità.

Anche la colazione, servita nella sala del ristorante, è una proposta adeguata al livello dell’Hotel che comprende varie tipologie di offerte sia dolci che salate.

Una vasta scelta di prodotti a disposizione nella sala centrale da consumare nella sala del ristorante.

La cucina in movimento di Claudio Lopopolo
Lo chef Claudio Lopopolo ha una cucina che si riconosce subito, è dinamica, vive di contrasti, ha il coraggio di essere contemporanea senza perdere l’anima mediterranea.

È una cucina che non sta ferma e ogni stagione, ogni evento, ogni dettaglio si trasforma in qualcosa di nuovo, quasi in un racconto, per esempio quest’anno viene valorizzata molto la parte fermentativa degli alimenti.
Eppure, c’è un filo conduttore che non cambia mai, un’idea di gusto pieno, personale ma sempre elegante che si è evoluta negli anni e che è cresciuta con l’esperienza sul campo.
Piatti che parlano con sincerità, senza sovraccaricare, senza sfidarti che ti portano dentro un viaggio, non in un esercizio di stile vacuo e autoreferenziale ma per il puro gusto di far felice l’ospite solleticandogli il palato.
I piatti che raccontano il percorso con un punto in comune, le fermentazioni.
I menù, Radici, vegetariano, Acqua, a base di pesce e Terra a base di carne sono composti tutti da cinque portate, a scelta per il tavolo anche misti, poi esiste un menù Vita da sette portate e Libero di dieci portate a sorpresa dello chef da servire entrambi uguali per tutto il tavolo.
Noi abbiamo assaggiato un menù scelto per noi dallo chef.

Le Amuse-bouche, tartelletta croccante con sgombro marinato, maionese al lime e insalatina di finocchi, bignè ripiena di fegatini di pollo e gel al vinsanto e un macaron al carbone vegetale con mousse di pecorino e tartufo.

Pane rustico pugliese e taralli artigianali con pane sfogliato laccato al miele e sale maldon, golosissimo e tre burri aromatizzati, salato, agli agrumi e al pomodoro.

Antipasti
Riso, Patate e Cozze, piatto tipico pugliese, con cozze al pomodoro alla base ricoperte da mousse di patate del Mugello, cipolle e riso croccante in superficie e a fianco un finto guscio rifermentato con garum di cozze.
Il tutto di una consistenza cremosa, spugnosa, molto minerale in cui si percepiscono perfettamente gli ingredienti in questa rivisitazione davvero ben riuscita in cui le cozze emergono come nella ricetta originale.

Animella laccata al garum di porcini, gel di mandarino e olio all’alloro, una saporita proposta dalla raffinata consistenza, una proposta di carattere, dal sapore lungo, fresco e rotondo che rende l’animella succosa e godevolissima.

Primi piatti
Assassinio a Sorrento, un tributo a tre iconici piatti, geniale trovata dello chef, gnocchi alla Sorrentina, spaghetti all’assassina e pasta alla crudaiola.
Lo gnocco viene arrostito senza acqua e viene coperto da un finto pomodorino ripeno di mozzarella di bufala, con chutney di pomodorini e acqua di pomodorini gialli tutti fermentati.
Un piatto gustosissimo, bello da vedere e buono da mangiare, un equilibrio perfetto dovuto alla fermentazione dei pomodori, rende il piatto “pulito” netto dove la parte “bruciata” concede una spinta gustativa di grande raffinatezza.

Tagliolini mantecati al burro di bufala affumicato con crema di ostriche Tarbouriech, polvere di lime nero, estratto di prugna lattofermentato e polvere di caviale Calvisius.
Una portata che stupisce per la capacità che ha di regalare sapori unici e netti, anche qui la parte fermentativa contribuisce, con quella che è il vero condimento del piatto a definire un sapore unico che ha dell’incredibile. Una scoperta!

Secondi piatti
Filetto di dentice con funghi cardoncelli, aglio nero e salsa al pepe verde, da non credere ma il gusto di questo piatto è molto spinto, perfetto, gustoso e saporito, maturato due giorni nelle bacche e cotto senza toccare la piastra.
Una proposta perfetta nel suo equilibrio per niente banale.

Filetto di bisonte maturato al goji con fichi, carciofi arrosto e sedano rapa, succoso, dalla vera espressione carnale ben riuscita, un gusto Umami completo, grazie alla maturazione nel goji. Netto e ben definito come tutti i piatti del menù.

Predessert
GinLolly, un lollipop al gin lemon.

Dessert
Cremoso al kefir con sedano e kiwi e cioccolato bianco, fresco e corroborante.

Gelato alla castagna caldarrosta con mandarino nero e cioccolato al latte, un dessert che celebra la stagione.

I petit four insieme alla camomilla

Tutto è parte di una ricerca costante, mai eccessiva, sempre “misurata”, quella che io definisco la sua moderna classicità.
Il filo conduttore del 2025 in ogni menù di Lopopolo è la ricerca dell’eleganza e del carattere delle pietanze, esaltate dalla fermentazione che ricorre almeno in un ingrediente che compone il piatto.
Il valore delle persone
Accanto alla cucina c’è il lavoro prezioso del Restaurant Manager Paolo Mercurio affiancato dal suo assistente Emanuele Giorgi.

Il loro servizio è raro, professionale ma non austero, raffinato ma caldo, con una carta dei vini ben costruita che ti accompagna e non ti sovrasta.
Il Relais Le Jardin è uno di quei posti dove il servizio diventa davvero parte dell’esperienza, senza fronzoli e virtuosismi inutili.
Gli eventi che raccontano un ristorante vivo
Negli ultimi mesi, il ristorante ha moltiplicato gli appuntamenti gastronomici e questo, secondo me, è segno di un luogo in pieno movimento:
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cene dedicate al tartufo bianco, curate con mano leggera e grande rispetto della materia;
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percorsi tematici come Fermento d’Autunno, dove Lopopolo esplora tecniche e visioni nuove;
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serate come L’art de vivre, nelle quali la sua cucina dialoga con i grandi vini francesi;
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fino ad eventi a quattro mani che portano firme importanti della cucina italiana.
Tutto questo rende il Relais Le Jardin non solo un ristorante d’hotel di alta qualità ma una vera destinazione gastronomica dentro Firenze.

Perché tornare
Perché ogni volta trovi qualcosa di nuovo, perché la loro eleganza non è mai fredda, perché la cucina di Lopopolo cresce senza cambiare identità, perché qui la “modernità” non è una posa, ma un modo sincero di interpretare il gusto.
E perché, alla fine, c’è quel giardino interno, favoloso d’estate, con quelle luci soffuse, quella sensazione rara di sentirsi parte di un luogo che ti accoglie davvero.
Il Relais Le Jardin e l’Hotel Regency sono così, una moderna classicità che non passa mai di moda, perché continuano a respirare, a evolversi e a sorprendere sempre grazie anche alla lungimirante direzione della General Manager Claudia Gallo che negli anni ha saputo sempre rinnovarsi.
Piazza M. D’Azeglio, 3 – Firenze
Telefono: +39 055 245247 – E-mail: info@regency-hotel.com
© Tutte le foto dell’articolo, se non diversamente indicato, sono scattate da Alireza Mohtashami che ha contribuito anche alla stesura del testo. Tutte le immagini hanno copyright by marcobechi.it




