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Gio’s al The St. Regis Venice, il gusto dell’eleganza contemporanea sul Canal Grande
Venezia è uno spettacolo da sempre e da Gio’s al The St. Regis Venice, il gusto dell’eleganza contemporanea sul Canal Grande non smette mai di essere replicato.
A volte barocco, a volte struggente, ma sempre con quell’eleganza disarmante che conquista anche il viaggiatore più abituato al lusso.

Lo sa bene The St. Regis Venice, l’hotel 5 stelle lusso che si affaccia su uno dei tratti più iconici del Canal Grande a Venezia, davanti all’Abbazia di San Giorgio Maggiore e alla Basilica di Santa Maria della Salute, offrendo un’interpretazione moderna di quella bellezza senza tempo che è la vera immagine della città.

Non è solo un albergo di prestigio, ma un vero salotto veneziano reinventato con gusto internazionale, dove arte, design e ospitalità si intersecano tra i vicini palazzi collegati tra loro che oggi ospitano 163 camere e suite.
The St. Regis Venice, arte e accoglienza affacciate sull’acqua
Completamente riprogettato, The St. Regis Venice ha saputo unire la storicità dei suoi palazzi con una sensibilità estetica che guarda al presente.

Gli interni giocano con materiali preziosi, tonalità neutre e guizzi di colore, tra marmi e arredi su misura.

Le suite e gli spazi comuni sono impreziositi da opere d’arte contemporanea, mentre dalle ampie finestre la luce lagunare entra generosa, regalando scorci spettacolari sul Canal Grande.

Noi siamo rimasti decisamente incantati dall’interminabile e ipnotico andirivieni di motoscafi e gondole che si alternano alla vista dalle finestre che ridefiniscono un paesaggio unico.

In questo scenario di lusso misurato e internazionale, l’ospitalità si fa gesto accogliente e mai ostentato.
Gio’s, la nuova firma gourmet
All’interno di questo contesto prende vita Gio’s, il ristorante dell’hotel che affaccia direttamente sul Canal Grande.

La sala interna è stata disegnata con una sensibilità che unisce comfort e raffinatezza, tra velluti, legni chiari e dettagli in ottone che catturano la luce.
Soprattutto la terrazza del ristorante, il suo cuore emozionale, ha un affaccio privilegiato sull’acqua, che trasforma la cena in un momento sospeso tra la magia dei riflessi serali e il discreto andirivieni delle gondole e la vita quotidiana che scorre intorno.
Osservarle è come essere proiettato in una dimensione diversa, irreale, da cui siamo incantati e ci rilassiamo quasi in un trance emozionale.
Ginori 1735, il tocco di design italiano
Il servizio di piatti è affidato a Ginori 1735, a sottolineare una mise en place che punta sulla coerenza estetica, sull’identità italiana declinata in chiave contemporanea.
Ogni dettaglio parla la stessa lingua sia che si tratti dei vetri, dei metalli, dei tessuti e delle porcellane che si fanno parte attiva del racconto come il signature cocktail il Bloody Mary Santa Maria, dedicato alla Basilica Santa Maria della Salute, proprio di fronte all’hotel.

All’interno dell’hotel c’è il The St. Regis Bar, un salotto che reinterpreta la caffetteria italiana in chiave elegante oltre a proporre una raffinata varietà di cocktails, vini e liquori pregiati e un menu per un pranzo o cena informali, su porcellane della collezione Oriente Italiano, Ginori 1735.

Gli stessi protagonisti anche nella Terrazza Ginori dove c’è la possibilità di pranzare o sorseggiare il tè durante il rituale pomeridiano, anche direttamente nel verde affacciati sul Canal Grande.

La sera l’Arts Bar, il cui design è ispirato all’architetto Carlo Scarpa, apre le sue porte sulla terrazza esterna con vista sul Canal Grande che offre un’esperienza di mixology artistica.

12 cocktail proposti oltre ai classici, sono realizzati come opere d’arte ed ognuno è servito su uno speciale bicchiere unico e creato a mano da Berengo Studio e dedicato ad un artista – da Monet a Banksy.


È un ulteriore segno di come il St. Regis Venice sappia declinare il lusso attraverso dettagli autentici e mai banali.
La firma dello chef Giuseppe Ricci, radici pugliesi e visione italiana

A firmare la proposta gastronomica di Gio’s c’è Giuseppe Ricci, chef che ha saputo portare a Venezia un’idea di cucina italiana contemporanea capace di parlare con chiarezza e personalità.
Ricci lavora sulla materia prima con rispetto chirurgico, pesce dell’Adriatico, ortaggi lagunari, erbe aromatiche, oli selezionati dalla Puglia, tutto contribuisce a costruire un piatto in cui forma e sostanza coincidono.
Le sue creazioni evitano sovrastrutture e virtuosismi fini a sé stessi, non c’è spettacolo fine a se stesso, ma profondità gustativa, equilibrio, verità, praticamente un’esperienza gastronomica per chi sa ascoltare la città.
Ricci lavora, in coordinamento perfetto con il suo Staff di cucina e sala, con una visione moderna ma rispettosa della tradizione, giocando con materie prime locali e stagionali e dando ai piatti una struttura elegante, pulita, riconoscibile in cui comunque il forte filo conduttore sono i sapori canonici veneti.

Ecco cosa abbiamo assaggiato nell’ultima settimana di proposta del menù primaverile:
Le Amuse-bouche, ci accolgono, varie e saporite preparate con ingredienti sia pugliesi che della laguna.

Antipasti
Capasanta – Cotto e crudo di capasanta, fagioli di Lamon, ristretto lagunare e sambuco. Un piatto allegro, sia visivamente che nelle presenza di consistenze diverse, fresco e confortevole.

Castraura – Castraure ripiene con caciocavallo podolico, pomodori secchi, salsa all’uovo e olio al basilico. Un piatto fresco costruito con ingredienti locali e contaminazioni pugliesi. La salsa rende tutto goloso e le erbe aromatiche si confondono elegantemente con i fiori decorati sul piatto di Ginori 1735.
Un approccio diverso alla preparazione di carciofi locali.

Primi piatti
Fagiano – Cartellata ripiena di fagiano in agrodolce, pinoli tostati, uvetta sultanina e cipolla rossa: un guizzo di sapore intenso e gustoso, il fagiano esce prepotente ma delicato allo stesso tempo.
Un piatto evocativo per lo chef che gli ricorda le feste natalizie da ragazzo.

Astice Blu – Mezzi paccheri piccanti monograno all’astice blu con bisque aromatizzata all’anice. Una portata raffinata ma anche dal gusto leggermente piccante che ci fa apprezzare di più i crostacei ed il loro sugo. Di grande carattere e dal tono tendente al dolce.

Secondi piatti
Branzino – Pesce di laguna in salsa di acciughe e cicoria acidula: una perfetta interpretazione di una ricetta veneta, saporito e appetitoso. Quasi pungente con ondate verticali di gusto!

Agnello – Fiorentina di agnello con salsa peverada e misticanza di stagione, l’interpretazione di un animale che si fa sentire in tutte le sue sfumature con un gusto tridimensionale dove l’agnello è il personaggio principale.
L’amaro, l’acido ed il carnale si percepiscono in tutte le loro sfumature.

Dessert
Predessert, il sorbetto di limone del Gargano incontra le fragole ed il Prosecco su base di sedano ghiacciato, dalla giusta acidità e dalla giusta concretezza nella preparazione ci regalano freschezza e pulizia.

Dessert, il Ginepro un piacevolissimo fine pasto con una bella declinazione del gin dei Sospiri imbevuto nella brioche, sorbetto al ginepro e spuma all’olio d’oliva che serve a ripulire il palato dopo il menù degustazione.


Un’esperienza veneziana autentica
Mangiare da Gio’s non è semplicemente “cenare in hotel”.
È scegliere un punto di osservazione privilegiato su Venezia, godendo di un servizio attento ma rilassato, di un contesto dal design impeccabile e di una cucina che sa farsi interprete di un’Italia colta e contemporanea che si percepisce già dall’attenzione per la colazione.



Un indirizzo che riesce a evitare i cliché turistici della laguna, abbracciando invece l’idea di un lusso quieto, fatto di dettagli e di momenti veri.
Per chi cerca un’esperienza gastronomica capace di rispecchiare la Venezia più autentica, quella che si concede solo a chi sa guardare con occhi curiosi.
Gio’s al The St. Regis Venice è più di una semplice tappa ma è un invito a lasciarsi incantare.
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