Distilleria Marzadro in Trentino dal 1949
Sono anni che desideravo avventurarmi in Trentino alla scoperta della grappa, una delle mie passioni, e finalmente lo scorso dicembre sono andato alla Distilleria Marzadro in Trentino dal 1949 grazie all’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino.
La storia della Distilleria Marzadro è affascinante e mi piace raccontarvela a seguito della narrazione di Alessandro che fa parte delle nuove leve della famiglia Marzadro e che ci ha accompagnato durante il nostro tour.

È incominciato tutto in un’altro mondo, il dopoguerra, un’Italia povera in attesa di riprendersi e per questo motivo le ragazze in difficoltà andavano “a servizio” dai signori.
Sabina Marzadro
Anche Sabina Marzadro purtroppo dovette arrangiarsi e per questo trascorse 12 anni a servizio presso la casa di un deputato a Roma.
Quando tornò a casa ad attenderla c’era ancora il fratello Attilio, da sempre contadino.
Sabina però tornò a casa con una idea ferma, cambiare vita, intraprendere l’arte di distillare e fare della buona grappa usando le vinacce locali.

Il primo alambicco
Nella vecchia casa di Brancolino di Nogaredo, Sabina riuscì con molti sforzi a farsi costruire un piccolo alambicco a fuoco diretto.
Era il 1949 quando, nel cortile di casa, iniziarono ad arrivare i primi carri colmi di vinacce.
Da qui anche i primi clienti e l’idea ben chiara che per farsi conoscere nel mondo era fondamentale produrre grappa di qualità a prezzi contenuti.

Un bicchiere di nome Marzadro
Al bar sempre più di frequente si sentiva dire: “dammi una Marzadro”. Non era mai successo che un bicchierino avesse il nome di una famiglia.
Attilio dava una mano a Sabina nella piccola distilleria e poi via, in sella alla Moto Guzzi con il sidecar colmo di bottiglie da vendere a Rovereto e in tutti i paesi vicini.
La grappa allora fungeva da alimento e anche da medicinale e non come oggi in cui si usa come un pregiato fine pasto o da abbinare ad un sigaro.
Sabina, quando non distillava, non perdeva occasione di salire in montagna per raccogliere erbe alpine spontanee, radici e bacche da sposare alla Grappa: asperula, mugo, ortica, ginepro, ruta.

Attilio e Teresa
Nel 1960 Sabina lasciò la conduzione della distilleria al fratello Attilio, ormai indiscusso esperto della Grappa e di tutte le procedure per la produzione.
Al suo fianco Teresa, la moglie che gli diede alla luce sei figli.
Una moglie e una mamma che seppe legare all’importanza dell’educazione dei figli la volontà di offrire il suo contributo nelle mansioni della distilleria.

La crescita necessaria
Nel 1964 ci fu un rinnovamento generale dell’azienda: la nascita di una nuova distilleria a pochi passi dalla casa, dove si era lavorato per tanti anni per permetter euna distillazione più rapida con le vinacce più fresche possibile.
In aggiunta un ufficio, una grande pesa in cortile utile per pesare i carri colmi di vinacce e una fila di alambicchi luccicanti.
In chiusura anche una stanza per la fase finale dell’imbottigliamento e un piccolo negozio per la vendita al dettaglio.
Una famiglia, una passione
Una volta cresciuti i figli iniziarono presto ad aiutare Attilio, soprattutto Stefano, Erino, Andrea ed Elena ai quali, pochi anni dopo, si unirono anche le figlie più piccole, Anna e Fabiola.
Una storia di famiglia… una passione che Attilio, orgoglioso dei suoi discendenti, tramandò nei minimi dettagli anno dopo anno, svelando alla sua numerosa famiglia tutti i segreti dell’Arte del Distillare.
La Grappa di Marzemino in purezza
Nell’anno 1975 la Distilleria Marzadro lanciò per la prima volta la Grappa fatta da monovitigno, nel loro caso specifico prodotta da vinacce di uva Marzemino provenienti dal vicino paese di Isera.
Un successo immediato, soprattutto in un’epoca nella quale le Grappe da monovitigno erano una novità assoluta.

Nuovi alambicchi a Bagnomaria
Alla fine degli anni Settanta arrivarono i nuovi alambicchi in rame a bagnomaria in cui la caldaia è immersa nell’acqua.
Il riscaldamento così è più graduale e dà modo al vapore di arricchirsi di tutti gli aromi e dell’alcol necessari per ottenere una Grappa eccellente, più morbida e profumata.
Una risposta vincente alla crisi del mercato
Agli inizi degli anni Ottanta, Attilio passò la piena responsabilità della distilleria ai figli, restando comunque sempre un valido supporto.
In quel periodo però, i “nuovi” distillatori Marzadro dovettero subito fare i conti con la crisi della Grappa.
Nacque così il primo liquore a base di Grappa con i gustosi mirtilli del Trentino, raccolti a Baselga di Pinè, a 1000 metri di quota e poi inseriti manualmente nel collo delle bottiglie uno a uno.

La famiglia si allarga
Le nuove generazioni furono subito pronte ad accogliere l’eredità del nonno Attilio dando, con il trascorrere degli anni, il loro contributo innovativo, trasformando la Marzadro in una realtà dinamica e in continuo aggiornamento ma sempre legata alle sue solide radici.

L’espansione
Finalmente, passata la crisi, la Grappa di qualità tornò a essere apprezzata in Italia e a espandersi fuori dai confini nazionali.
La Marzadro, mantenendo la distilleria di Brancolino con la bottaia e i locali adibiti all’invecchiamento, sentì però la necessità di svilupparsi ulteriormente, così da avere nuovi spazi per i magazzini, gli uffici e l’imbottigliamento.
Rovereto, poco distante dalla storica sede, sembrò la soluzione più adeguata e… da qui prese vita un’altra grande avventura di famiglia che ancora oggi continua.

Il lavoro “fatto a mano”
Pur cambiando millennio la Marzadro continuò a mantenere intatti sia la tradizione, sia il valore aggiunto del lavoro “fatto mano”.

Per questo, al contrario di quanto stava accadendo dalle altre parti, si decise di sviluppare e ingrandire il “laboratorio artistico”, dove artigiani artisti personalizzavano le bottiglie con disegni e dediche dipinte a mano, dando l’opportunità a ogni bottiglia di trasformarsi in un pezzo unico.

Le Diciotto Lune
Il 2002 vide la nascita della Grappa Stravecchia Le Diciotto Lune anche se, le prove e le sperimentazioni, erano iniziate diversi anni prima.
Oggi la grappa, assemblata da un blend da vinacce bianche e rosse, affina nelle botti di ciliegio, frassino, rovere e robinia per 18 mesi.

Gli sforzi vengono ripagati in pieno, in poco tempo diventa il classico delle grappe di alto profilo, ruolo che ancora oggi mantiene.

È il frutto della selezione delle migliori vinacce trentine, provenienti da vitigni selezionati e distillate nel tipico alambicco discontinuo a Bagnomaria.

La Grappa ottenuta affina per un minimo di diciotto mesi in piccole botti di diversi legni pregiati.
Questo discorso sui legni diversi mi ha molto affascinato perchè pensate quanto il distillato riesce ad essere versatile.
Può invecchiare in una botte usata precedentemente per rum, cherry o whiskey e ne assorbe le qualità organolettiche regalando profumi e sensazioni che li ricordano.

Il sogno che diventa realtà
Nel 2004 a Nogaredo, a 1 km da Brancolino, parte della campagna coltivata a vite di Attilio si trasformò in pietra, legno e vetro… nacque una distilleria dall’architettura armonica, tradizionale nella forma ma moderna al suo interno.
Furono quindi trasferiti da Brancolino a Nogaredo la distilleria, la bottaia, gli uffici, il magazzino e il reparto di imbottigliamento.

Il nuovo impianto di distillazione, di forma circolare e composto da 8 alambicchi a Bagnomaria, è una foresta di rame illuminata dalla cupola in vetro che la sovrasta.
Il grande punto vendita riesce ad accogliere ogni giorno una moltitudine di turisti ed appassionati che visitano il nuovo stabilimento.
Una moltitudine di referenze è disponibile per ogni tipologia di richiesta, dalla più piccola ed economica alla più ricercata, esclusiva e rara.

Distilleria Marzadro
Via Per Brancolino, 10 – Nogaredo (Trento)
Tel. +39 0464 304555 E-mail: info@marzadro.it
La distilleria è associata a:
Istituto di Tutela Grappa del Trentino
© Tutte le foto dell’articolo hanno copyright by marcobechi.it
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