Primi dei Primi a Sansepolcro, tre giorni dentro l’anima più autentica della cucina italiana
Qui, tra le geometrie silenziose di Piero della Francesca e l’eco industriale della storica Buitoni, la pasta non è solo un piatto, è una narrazione lunga quasi due secoli e qui si celebra Primi dei Primi a Sansepolcro, tre giorni dentro l’anima più autentica della cucina italiana.
Dall’1 al 3 maggio, questo racconto prende forma nella seconda edizione di Primi dei Primi, un festival che ha il sapore delle cose fatte bene e l’ambizione di diventare un punto fermo nel panorama gastronomico italiano.
Qui il Programma Primi dei Primi 2026
Tre giorni, trenta chef , sette dei quali stellati e un ospite che non ha bisogno di presentazioni Iginio Massari.

Un festival che parte dalla terra e torna alla terra
Il cuore pulsante del festival è Piazza Torre di Berta, trasformata letteralmente in un campo di grano urbano.
Un grande prato vivo, olivi secolari, il centro storico che respira natura e tradizione, non è scenografia, è una dichiarazione d’intenti.
Intorno, la città si accende e le botteghe diventano racconto, le vetrine parlano di pasta, le strade si riempiono di profumi.
E poi lo Streetchef, piatti preparati al momento, mani che impastano, fuochi accesi, assaggi che si rincorrono tra tecnica e divertimento dove la pasta qui non è mai banale, è gioco, memoria e intuizione.

La cucina d’autore incontra la strada
Non aspettarti il classico festival gastronomico, qui si passa con naturalezza dalla cena di gala nel Chiostro di San Francesco, raffinata, quasi teatrale alla spaghettata di mezzanotte, quella vera, aglio, olio e peperoncino, condivisa sotto le stelle.
E in mezzo? Masterclass, degustazioni, incontri, una scuola diffusa dove si impara osservando, ascoltando, assaggiando.
Venerdì 1 maggio Cena di Gala con uno splendido menù.
A guidare questa brigata c’è Fausto Arrighi, per anni anima della Guida Michelin Italia, affiancato da una costellazione di chef che raccontano l’Italia in tutte le sue sfumature, dalla memoria toscana alla visione contemporanea, dalla cucina di montagna alle contaminazioni internazionali.

Storie di chef, storie di vita
C’è chi ha costruito una carriera partendo da un cascinale, chi ha lasciato una strada già scritta per inseguire la cucina, chi porta il Mediterraneo tra le Dolomiti, chi torna in Italia per conquistare una stella.
Nomi, certo. Ma soprattutto visioni, dalla sensibilità di Luca Marchini, cresciuto all’ombra di Massimo Bottura, alla cucina di confine di Filip Matjaž.
Dalla concretezza elegante di Davide Canella alla ricerca identitaria di Andrea Impero.
E poi artigiani, gelatieri, narratori del gusto come Sergio Dondoli, che trasformano ogni assaggio in racconto.

La pasta come filo conduttore
Il vero protagonista, però, resta lei, la pasta, icona, simbolo, linguaggio universale.
Qui viene celebrata in tutte le sue forme, popolare e gourmet, semplice e tecnica, quotidiana e sorprendente.
È il piatto che unisce generazioni, territori, visioni, quello che riesce ancora a mettere tutti d’accordo, ma che in mani diverse racconta storie completamente nuove.

Più di un festival, una dichiarazione
Primi dei Primi non è solo un evento è un modo di dire che la cucina italiana, quando vuole, sa ancora emozionare davvero.
Che può essere accessibile e altissima allo stesso tempo, che può partire da un piatto di pasta e arrivare molto lontano.
E forse è proprio questo il senso più profondo di questi tre giorni, riportare tutto all’essenziale, alla terra, alle mani, al fuoco, alla bellezza semplice e potentissima di un primo piatto fatto come si deve.

L’evento è promosso dal Comune di Sansepolcro e da Confcommercio, in collaborazione con Terretrusche Events e Associazione dei Commercianti del centro storico.
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Terretrusche
Tel. 0575 606887
Email: events@terretrusche.com




