Era un giorno di inizio estate quando ho avuto l’invito per partecipare come giudice alla Manifestazione Enogastronomica “A Tavola con il Nobile”, ideata ben 15 anni fa dal giornalista del Tg2 Bruno Gambacorta in accordo con il Consorzio del Vino Nobile che si è tenuta a Montepulciano, quest’anno con il tema abbinamento al pecorino, come preludio del Bravio delle Botti che si svolge l’ultimo fine settimana di agosto.

Siamo arrivati il venerdi sera e siamo stati subito coinvolti dal clima festaiolo che regnava nelle 8 contrade e nell’intero paese.

Montepulciano è un’antica cittadina, di origine etrusche, adagiata su un colle che culmina a 605 mt e per cui la difficoltà sta nello scendere e nel risalire per le strade che architettonicamente prendono una forma di “S” ma il panorama, visibile costeggiando le mura laterali, assume tutte le caratteristiche dell’essenza della toscana, con i vigneti e gli oliveti, che il mondo ci invidia.

Il primo appuntamento dei giurati è stato alla nuova sede del Consorzio, all’interno della Fortezza, proprio al culmine del paese dove è stata creata l’Enoliteca, una moderna concezione di enoteca in cui è possibile degustare ed acquistare i vini dei produttori associati.

Con un moderno sistema di conservazione in varie postazioni, funzionante con una scheda ricaricabile, è possibile assaggiare una piccola dose oppure bere un buon bicchiere degli associati al Consorzio.

Dopo le presentazioni in cui ho appreso che una parte dei giurati, con il quale abbiamo piacevolmente fatto conoscenza e amicizia, proveniva dall’Associazione Italiana Food Blogger al cospetto anche della Presidente Nazionale Anna Maria Pellegrino, abbiamo iniziato ad assaggiare “Montepulciano” nel vero senso della parola degustandone alcuni dei suoi prodotti

e naturalmente i sui vini.

Dopo esserci rifocillati nella bella sede del Consorzio,

adeguatamente forniti di tracolla e bicchiere, siamo scesi in Piazza Grande dove erano già pronti ad accoglierci i produttori che hanno aderito a Cantine in Piazza.

Devo dire che nessuno di noi si è “risparmiato” ed abbiamo avuto un primo impatto con il territorio molto accogliente.

Sarà stato il clima festaiolo, l’energia che scorreva fluida nelle contrade, il bel caldo del momento o forse, complice anche il vino, abbiamo concluso la prima serata a Montepulciano davvero con grande entusiasmo.

La mattinata di sabato ci ha trovati in Piazza dalla quale abbiamo proseguito per la visita e un light lunch (era una bugia, è stato un pranzo luculliano) all’Azienda Carpineto.

L’azienda è stata da poco costruita ex novo e devo dire che gli sforzi architettonici nella sua creazione non si sono risparmiati.

Qui il proprietario Antonio Michael Zaccheo jr. con la sua famiglia e l’enologo ci hanno condotto in visita.

Anche qui, nelle vigne, il caldo torrido di questo 2017, ha segnato il suo passaggio.

La bella barriccaia ha dato mostra di se facendoci sbizzarrire in foto su foto.

Antonio spiegava, agli orecchi attenti di tutti noi, le peculirità di Carpineto che dal 1967 da 20 ha è diventata oggi di 200 ha suddivisi in cinque tenute, ma è qui a Montepulciano che si trova il vigneto più grande e a più alta densità d’Italia, 65 ha a 8.000 ceppi per ha.

Abbiamo poi effettuato una importante verticale per avere una immagine definita dello sviluppo organolettico che possiamo trovare nei vini.

Poi, con crescente entusiasmo siamo approdati a dei tavoli conviviali in cui abbiamo assaggaito nuovamente i prodotti poliziani ma stavolta accompagnati da una bistecca ma non solo.


In forma, ben adeguatamente equipaggiati di vino e cibo ci siamo presentati niovamente al Consorzio per la foto ufficiale

e per aprire ufficialmente “A Tavola con il Nobile” Tema: Formaggio pecorino (primi piatti). Qui ci hanno divisi in quattro commissioni condotte ognuna da un membro del Consorzio tra cui Alessandro Maurilli, Chiara Boricchi e Silvia Loriga ed abbiamo iniziato la nostra “maratona” nel vero senso della parola a spasso a destra e a manca, anzi in basso e in alto del paese per assaggiare i piatti in concorso nelle varie contrade. Ad ogni piatto erano abbinati anche quattro tiplogie di Vino Nobile di Montelciano annate dal 2010 al 2014 e stava a noi stabilire quale fosse l’abbinamento migliore.
Della mia commissione facevano parte: Marco Rossetti, Divina Vitale, Monica Campaner e naturalmente il sottoscritto.

Ecco il nostro percorso:




La sera poi è proseguita con la cerimonia rievocativa nella piazza. Uno spettacolo emozionante e ricco di fascino

In cui i bravi sbandieratori hanno dato mostra delle loro abilità.

La domenica mattina siamo tornati al lavoro per continuare la nostra oper di giudici ed ecco il nostro percorso:




È stata una vera impresa correre da una contrada all’altra per visitare tutte le contrade ed assaggiarne i piatti preparati con così tanto entusiasmo dalle appassionate cuoche e cuochi, nessuno professionista. Una vera esperienza respirare un pò dal di dentro questo spirito un pò campanilistico, mutualistico e goliardico che accomuna tutti i volontari delle contrade e carpirne a loro volta l’entusiasmo nei racconti che ci hanno fatto per valorizzare le scelte delle loro libagioni.
Il filo ricorrente imposto era il pecorino ma altri ingredienti si sono ripetutamente rincorsi in questo altelenare di sapori sapidi e decisi in cui rigatini, guanciali e fichi contornavano le pietanze interpretate.
Alle 18.00 al Teatro Bruno Gambacorta, con i presidenti le commissioni, ha proclamato la Contrada Vincitrice che si è aggiudicata il premio 2017: Contrada Voltaia con Cappello del Pastore

Poi è stato scoperto il “Cencio” che andrà in premio al vincitore del Bravio 2017 di sabato e domenica prossima.

E’ stato un full immersion interessante davvero che ci ha fatto confrontare con colleghi che sono diventati poi amici. Una Montepulciano che mi ha appassionata e che si è fatta conoscere a un senese che non l’aveva mai vista come tale. Una cittadina grande di idee, di persone e di intenti.

Grazie al Consorzio del Vino Nobile e a Montepulciano che mi hanno proprio fatto aprire il cuore per un pezzo di toscana che, da senese purtroppo, non conoscevo a fondo.
E ora tutti aspettano il Bravio delle Botti di questo fine settimana, che dire quasi quasi ci torno e voi?

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