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Cestello Firenze, la riconferma della qualità per il pesce fresco
Nel nostro perenne girovagare alla ricerca di luoghi che meritano la visita possiamo sostenere che non è vero il luogo comune che afferma che il pesce buono si mangia solo al mare, nel capoluogo toscano c’è Cestello Firenze, la riconferma della qualità per il pesce fresco e non solo anche per la carne.

Situato nel suggestivo quartiere di San Frediano, affacciato sul lungarno, questo ristorante iconico è guidato da Gabriele Rastrelli, chef e anima della cucina da ben 16 anni.

Oggi, più che mai, la sua visione si rinnova con un nuovo menù che celebra il pesce fresco in ogni sua sfumatura.
La Filosofia – tradizione marina con spirito contemporaneo
Lo chef Rastrelli si basa su un’idea semplice ma validissima il pesce deve essere freschissimo, protagonista assoluto, lavorato con rispetto e creatività.

Il nuovo menù è una dichiarazione d’amore per il mare e le sue infinite possibilità, senza mai dimenticare le radici toscane e mediterranee.
Ogni piatto è pensato come un viaggio, una narrazione che parte dalla barca del pescatore e arriva alla tavola con eleganza e autenticità.
Non aspettatevi solo grandi classici, anzi, Rastrelli osa, sperimentare, pur mantenendo sempre una linea pulita e armonica ed è questa la sua forza che lo ha fatto rimanere attuale ed innovativo in tutti questi anni.
Ecco il Menù che abbiamo assaggiato

Amuse-bouche, a destra, trota salmonata con crema all’aneto, gelatina al passion fruit e caviale, cremino di zucca mantovana con gelatina di pomodoro san marzano e zucchina, pallina di stoccafisso fritto con crema di capperi, gamberesse fritte con maionese fatta in casa, e per finire animella arrosto con lenticchie.
Sfiziose e curiose.

Il pane, a lunga lievitazione, le sfoglie e i grissini.

Roll di salmone norvegese, semi di edamame, patata croccante e gremolata di verdure, si inizia con tanta freschezza, forse il preludio del suo menù?

Antipasti
Ricciola, Mela Verde e Zenzero, sembra il ricordo di un giorno d’estate al mare, colore, allegria, freschezza, aria di vacanza per il palato e le papille gustative invitate a festeggiare insieme.

Tonno mediterraneo, won ton, camomilla e bergamotto, si sale di tono, un piatto più concentrato, più complesso, studiato per valorizzare il tonno nella sua completezza.

Coda di scampo imperiale con emulsione di maialino nero iberico, zuppa di asparago di mare e cipolla bruciata, delizioso, fresco e ben contrastato, sapido e goloso, una portata decisamente goduriosa e divertente dal colore provocante come un quadro moderno di un artista pop.

Cuore di vitello, maionese allo scalogno e ricotta di capra, un piatto wild che racconta in pieno la carnalità che si intromette nella degustazione di pesce.

Primi piatti
Risotto scampi e aglione con fondo di bue, netto il gusto dell’aglio, un piatto gradevole, più di terra che di mare che ben si esprime per la sua completezza del gusto in una piacevolezza inconsueta, ogni boccone tira l’altro e non ti stancheresti mai di degustarlo.

Garganello, Agnello e Funghi, fatto in casa con cibreo di agnello, latte di capra, cipolla croccante e funghi giapponesi, un assaggio decisamente di grande carattere che avvolge il palato in sensazioni decisamente non scontate e che lascia un segno proprio grazie al suo profilo gustativo.

Secondi piatti
Piccione, Mela Annurca e Topinambur, con crocchetta di fegatini e gel di teriyaki, il più classico dei piatti toscani rivisitato dallo chef in questa versione che lo vede accompagnato dalla dolcezza della mela sorretta dal gel di teriyaki.

Storione in crosta di riso, riduzione di aragosta, maionese al wasabi e tortino di bietola – divertente, scrocchiarello, croccante, saporito dall’aspetto orientaleggiante e dal gusto deciso.

Dessert
Il predessert, finta arachide, ormai da anni un classico dello chef.

Arancia meccanica, panna cotta all’arancia con pepe di Sichuan e sorbetto al mango, fresco e stuzzicante, leggermente piccante ammorbidito dalla panna e rinfrescato dal sorbetto.

Pera grappata, semifreddo di cioccolato ripieno di pera, sorbetto di pera e gelatina alla grappa, un dessert giocoso e divertente.

Petit four, plum cake ai semi di papavero, cioccolatino scoppiettante e lemon tart con meringa all’italiana.

L’Esperienza al Cestello è oltre il Gusto
Andare al Cestello Firenze non è solo per cenare e mangiare ma è vivere un’esperienza quasi da vacanza, in cui l’ambientazione aiuta a distaccarsi dalla quotidianità.
Porta con se il DNA del suo “fratello” ovvero Locale Firenze, dove il General Manager Faramarz Poosty gli ha dato un’anima vivace e divertente allo stesso tempo raffinato e esclusivo.

A valorizzare ancora di più il tutto c’è lo chef Gabriele Rastrelli, che spesso ama raccontare di persona la nascita di un piatto o ti sa consigliare la scelta di un menù o di una portata solleticando le nostre papille gustative raccontando anche la provenienza di un pesce appena arrivato.
Gabriele è coadiuvato dal Sous-chef Andrea Pinzauti in cucina mentre il Restaurant Manager Leonardo Serluca coordina la sala ed il bar dove vengono serviti piacevoli cocktail.
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