Coro Orvieto
Coro Orvieto

Un coro di plausi per il ristorante Coro a Orvieto

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Un coro di plausi per il ristorante Coro a Orvieto

Coro Orvieto
Coro Orvieto

Vuoi mangiare dentro una chiesa? Non ci sono moltissime scelte in Italia ma una delle possibilità è andare in Umbria dove potrete fare un coro di plausi per il ristorante Coro a Orvieto in pieno centro storico.

Per chi non ha tempo!
Per chi non ha tempo!

Ebbene sì, siamo proprio dentro ad una chiesa sconsacrata, a 100 metri del duomo di Orvieto all’interno di Palazzo Petrvs che, anche dopo il restauro mantiene tutta l’atmosfera di sacralità dovuta a luoghi del genere.

Coro sorge all’interno di una suggestiva chiesa sconsacrata del 1500 con volta a crociera e soffitti alti oltre 9 metri.

L’ambiente è molto coinvolgente, immersivo, volutamente al di fuori dei canoni ristorativi comuni, qui si ha proprio una sensazione di sacralità che ci farà concentrare ancora di più nei confronti dell’esperienza che proveremo.

Lo spazio in antichità era intitolato a San Giuseppe, patrono di Orvieto, prima di diventare l’oratorio di quella che è ad oggi la prima Chiesa di San Giuseppe, edificata successivamente.

Grande fascino è attribuito all’ambiente dagli affreschi originali e dai muri in tufo ancora originali.

Negli anni ’90 la volta crollò, provocando ingenti danni allo stabile che fu oggetto di un importante intervento di consolidamento, conclusosi con l’inserimento di uno scheletro in ferro a sostegno della stessa.

Il recente progetto architettonico diretto dall’acclamato architetto Giuliano Andrea Dell’Uva ha donato all’ex chiesa le sembianze in cui la vediamo oggi di cui tutti oggi possono godere accedendo alla sala del ristorante.

Coro Orvieto
Coro Orvieto

Come nasce Coro

Coro nasce dalla passione e dall’esperienza di Ronald Bukri, in cucina, e Francesco Perali, in sala.

In precedenza i due soci hanno gestito il ristorante Osticcio di Montalcino, che ha ottenuto vari riconoscimenti nelle guide di settore.

Il loro obiettivo era quello di avere una realtà propria nella terra natia di Francesco con la filosofia di proporre un’esperienza enogastronomica di grande valore per i propri clienti.

L’utilizzo di materie prime fresche di alta qualità, lavorate da Ronald in cucina e dal suo staff, insieme alla magnifica location e ad un’accoglienza professionale in sala, fanno sì che tutto questo si realizzi a Coro.

Coro Orvieto
Coro Orvieto

Cos’è Coro?

Coro è la massima espressione della filosofia ristorativa di Ronald e Francesco, maturata in anni di esperienza nel settore enogastronomico in una location unica e curatissima nei dettagli.

Coro nasconde anche una linea di unione tra i nomi dei due fondatori (Frances CO – RO nald) oltre che avere un legame stretto anche con la location della ex chiesa di cui la zona del coro era parte integrante.

Ma coro significa anche espressione corale della fattiva collaborazione che esiste da tempo tra i due artefici del progetto ed i loro staff sia in sala che in cucina.

Il menù

Il menù, con cambiamenti voluti a rigor di stagione, è composto da tre diverse proposte di degustazione: Coro Ardente di quattro portate, Coro Armonico di sei portate e Coro Libero di dieci portate.

C’è anche la possibilità per chi vuole può attingere piatti dalla carta.

Tra questi una curiosità molto amata dallo chef, il primo dei tre menù è totalmente a base di preparazioni alla brace, dall’antipasto fino al dessert compreso, un’assoluta rarità in un ristorante gourmet.

La carta dei vini è molto varia ed in continua evoluzione, con particolare attenzione alla proposta locale dove emerge l’Orvieto Classico.

Chi è Ronald Bukri?

Ronald Bukri
Chef Ronald Bukri

Ronald è nato in Albania ma cresciuto in Toscana sempre in zone che gli hanno fatto apprezzare la campagna con le sue peculiarità agro-alimentari ed è grazie a questo che si è appassionato alla cucina.

Le sue esperienze in diverse culture e cucine del mondo hanno contribuito a creare un approccio particolare e molto personale alla gastronomia con l’utilizzo di tecniche francesi e giapponesi acquisite durante i suoi viaggi.

La cucina di Ronald è ben riconoscibile, si potrebbe dire un concentrato di tutte le esperienze vissute, che si manifesta in piatti belli da vedere e buoni da mangiare testati e perfezionati all’Osticcio.

La sua strada è passata anche da Inkiostro a Parma, da Altman a Villa Rospigliosi a Pistoia, da Guillaume at Bennelong Sydney Opera House in Australia, da Il Canto a Siena, dal Ristorante Schoneck a Bolzano fino ad arrivare da Arnolfo a Colle di Val d’Elsa all’inizio della sua carriera.

Chi è Francesco Perali?

Francesco Perali 
Francesco Perali

Francesco è nato a Orvieto e qui è tornato perché era il suo sogno aprire un ristorante nella sua città.

La sua formazione è classica, proseguita poi negli studi universitari di economia aziendale ma ha un approccio con la ristorazione da ventenne, dapprima operando in zona e poi in strutture disseminate tra Umbria e Toscana, in cui fa esperienza.

Anche lui può far riferimento a esperienze professionali di spessore come Restaurant Manager, a ritroso all’Osticcio a Montalcino, poi al Ristorante Atman a Villa Rospigliosi, come Maitre da L’altro Vissani e Vissani a Terni e da il Postale a Perugia.

Coro Orvieto
Coro Orvieto

L’esperienza a tavola

Valutazione
Valutazione

Noi ci siamo affidati alle mani dello chef che ha preparato per noi un degustazione con un mix dei tre menù.

Procediamo in stile monastico in maniera rispettosa con la presentazione di con un’ostia ricoperta di mais affumicato e spezie che funge da buon inizio.

L'entree in stile monastico
L’entrée in stile monastico

Pane con farine umbre e burr’olio con chips di semi misti approda sulla tavola per accompagnare il nostro desinare.

Pane e burr'olio
Pane e burr’olio

Iniziamo dalla zuppetta al centro, un gazpacho di verdure miste con olio di pepe rosa, poi a sinistra una tartelletta con alga nori, verdure saltate alla soia, granchio reale e caviale di pesce azzurro.

Segue il triangolo di samosa ripieno di patate e spezie libanesi, piccola sfera di parmigiano reggiano, tartelletta con pasta fillo, crema di mais e semi di zucca guarnito con fiori eduli, chips di topinambur, crema di cocco e olive taggiasche.

Le amuse bouche
Le amuse bouche

Antipasti

Gambero: Gambero rosso crudo, olio, limone e miele, capperi di Pantelleria e scalogno.

Un inizio storico, un piatto signature che Roland e Francesco si portano dietro da anni,  un piatto che coniuga la freschezza del gamberone, la corretta acidità e la piacevolezza della salsa mescolati in un talentuoso cocktail gustativo che stupisce.

Gambero: Gambero rosso crudo, olio, limone e miele
Gambero: Gambero rosso crudo, olio, limone e miele

Cavolo: Cavolo nero abbrustolito, riduzione di genziana, fagioli con la foglia del cavolo scottata e passata alla brace, battuto di cavolo ed estrazione di cavolo con olio di cime di rapa, gel di genziana con crema di fagioli cannellini.

Un piatto dal sapore abbastanza contrastato ma alla fine equilibrato e dal finale piacevole.

Quasi un’emulazione del crostone di cavolo nero e fagioli avvalorato dalla penetrante amarostica della genziana creano un piatto vegetariano assolutamente interessante.

Cavolo: Cavolo nero abbrustolito, riduzione di genziana, fagioli
Cavolo: Cavolo nero abbrustolito, riduzione di genziana, fagioli

Erba e fave: Zuppa primaverile di fave, estratto di erbe amare e foglie di cappero.

Piatto primaverile, fave di Cottòra dell’Amerino, presidio Slow Food Umbro, con diverse erbe verdi, pimpinella, capperi sott’olio, fave fresche, piselli, scalogno.

Un piatto completamente vegetale, come il precedente, che racchiude una completezza non indifferente di sapori, consistenze e sfumature di gusto per niente banali.

Fresco ma decisamente di grande carattere che varia ad ogni boccone a seconda delle erbette che si consumano insieme e che danno diverse sensazioni nel palato, da quelle piccanti, amarostiche o pungenti.

Erba e fave: Zuppa primaverile di fave dell’Amerino, estratto di erbe amare e foglie di cappero
Erba e fave: Zuppa primaverile di fave dell’Amerino, estratto di erbe amare e foglie di cappero

Primi piatti

Spaghetto: Spaghetti, Parmigiano Reggiano, limone verde, paprika.

Spaghetto di Gragnano – Gerardo di Nola, altro piatto signature, con alla base un parmigiano stagionato 36 mesi, limone, burro d’alpeggio e paprika affumicata guarnito con finocchietto di mare.

Ottima cromia nella presentazione di questo ormai collaudato piatto, delicato e corposo nello stesso tempo, apparentemente povero di ingredienti ma ricco di sapore che va dalla grassezza, alla tonicità della pasta, alla leggera piccantezza della paprika.

Un piatto ricco di gusto e dal sapore molto lungo che, a ragione, non manca mai in carta.

Spaghetto: Spaghetti, Parmigiano Reggiano, limone verde, paprika
Spaghetto: Spaghetti, Parmigiano Reggiano, limone verde, paprika

Pasta con estrazione di lenticchie, cozze alla brace, limone nero.

Fusilloni Gerardo di Nola con le cozze, pasta cotta nell’acqua di estrazione di lenticchie di Onano, condita con salsa di cozze cotte alla brace e guarnizione di polvere di limone nero fermentato e a seguire al centro del tavolo le cozze alla brace da accompagnare a metà degustazione della pasta.

Questa, servita in due contenitori diversi è davvero una portata sopra le righe che trasporta le papille gustativa in un viaggio sensoriale di alto livello.

La compattezza e la complessa sapidità del ristretto di lenticchie con la salsa di cozze rendono la pasta “goduriosa”.

L’assaggio nell’intermezzo, della cozza affumicata alla brace, completa il percorso gustativo che ha dell’incredibile.

Le sensazioni più interessanti di questo eccelso percorso, un piatto che rimarrà nella memoria.

Pasta con estrazione di lenticchie, cozze alla brace, limone nero.
Pasta con estrazione di lenticchie, cozze alla brace, limone nero.

Le cozze affumicate alla griglia.

Secondo piatto

Capocollo di maiale marinato e alla griglia, jus di rape rosse fermentate, estratto di alloro.

Marinato per lungo tempo, cotto a bassa temperatura, laccato e poi passato alla griglia, aceto, estratto di alloro, capperi di alloro, senapi, pimpinella, rapa rossa latto fermentata.

Potremo definire questo un piatto arcobaleno sia dal punto di vista cromatico che gustativo grazie alla piacevole presentazione che alle lunghe e complesse tecniche di preparazione e cottura.

La salsa di fondo, le erbette, ingrediente ricorrente nella cucina di Ronald, che sovrastano la carne, creano un insieme di grande impatto gustativo e di grande rilievo.

Una portata intrigante, nuova e divertente che stupisce all’assaggio e che conia una nuova immagine per la scamerita.

Capocollo di maiale marinato e alla griglia, jus di rape rosse fermentate, estratto di alloro.
Capocollo di maiale marinato e alla griglia, jus di rape rosse fermentate, estratto di alloro.

Dessert

Miele: Miele, finger lime, polline

Miele, anche questo è uno dei tre piatti signature, con il gambero e gli spaghetti, che seguono di pari passo ogni cambio menù rimanendo sempre disponibili ma ordinabili a parte.

Le sfumature del miele, dolcezza, profumo di fiori e morbidezza nella sorpresa sotto la cialda a forma di alveare che appaga il palato con un grande dolce.

Miele: Miele, finger lime, polline
Miele: Miele, finger lime, polline

Tortino di cioccolato capperi e olive alla brace con gelato di fiordilatte al fieno.

Un’esplosione di cioccolato reso intrigante ed inconsueto dalla salinità delle olive essiccate che si sposa bene con il gelato al fieno.

Tortino di cioccolato capperi e olive alla brace con gelato di fiordilatte al fieno
Tortino di cioccolato capperi e olive alla brace con gelato di fiordilatte al fieno

Frutta fresca e piccoli bon bon di cioccolata per chiudere il pranzo insieme al caffè.

Frutta fresca e piccoli bon bon
Frutta fresca e piccoli bon bon

Un’esperienza di ottimo livello che ricorderemo con piacere sia per la piacevolezza dei piatti che per il livello del servizio  in sala.

Parallelamente a Coro, nello stesso palazzo Petrvs, di cui condividono l’ingresso e dove è possibile anche dormire con charme, Roland e Francesco hanno aperto anche Gocce – Food & Spirit. Un cocktail bar ispirato a quelli delle grandi città dove è possibile bere alta miscelazione contemporanea accompagnando il bere con preparazioni di cucina semplici e popolari ma realizzate con tecniche di alta cucina.

Francesco Perali e Ronald Bukri
Francesco Perali e Ronald Bukri

Sia Coro che Gocce – Food & Spirit, nel tuo prossimo viaggio ad Orvieto, meritano attenzione!


Coro
Via dei Gualtieri 1, Orvieto (TR)
Tel: +39 0763 967231 – +39 339 6555157 – +39 328 7835963
Email: info@cororistorante.it


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