Suvereto è un suggestivo paese nell’immediato entroterra che si trova al confine tra la provincia di Livorno e quella di Grosseto e nel suo caratteristico ed antico centro storico ormai da qualche anno è nato “Dal Cacini”.
Abbiamo deciso di andarci perchè la sua notorietà era arrivata alle mie orecchie e così potevo festeggiare insieme ad altri e con la dovuta “importanza” il compleanno di un’amica.
La scelta di Marco Ticciati, Chef e titolare del locale “Dal Cacini” creato e gestito insieme alla moglie Moira Serini, è quella del “fresco ad ogni costo”. In questo locale di un bel livello l’approssimazione non è permessa né nell’esteriorità della sala né nella interiorità della cucina. I tavoli che si presentano dopo il piccolo ingresso dove si affaccia il bancone del bar, sono molto personalizzati con le luci orientabili su ognuno e tutti sono proposti con tovaglie e accessori diversi e anche con altrettanti coprimacchie e drappi colorati. E’ un luogo molto solare e piacevole che rende molto più l’idea dal vivo che sulle foto visionabili sul loro sito web.
- I tavoli, uno diverso dall’altro…
Si può mangiare anche in una sala attigua, normale continuazione della sala principale, a cui si accede da una scala. Solo dietro l’indicazione di Moira, preparata Sommelier nonchè ideatrice degli arredi, possiamo notare che questo spazio in estate diventa una veranda aperta, un tutt’uno con il giardino dove sono posizionali altri tavoli in cui gli avventori estivi passano le loro serate approfittando della frescura.
Noi ci siamo accomodati in un comodo tavolo rotondo nella “veranda”.
Lo Chef, in una impeccabile ma sobria livrea, ci racconta con indiscussa fermezza il suo “vezzo”. Il menu scritto non esiste o per lo meno esiste il giorno stesso in cui si decide di andarci ed infatti al termine del pranzo ce ne viene data una copia.

Lui ogni giorno fa quello che trova di fresco (solo pesce) e preferibilmente della zona differenziando le comande solo dalla quantità di portate. Decidiamo per il menu completo comprendente un bicchiere di benvenuto, tre antipasti, due primi, un secondo con contorno, una selezione di dolci e frutta, il servizio ed il caffè. Esiste anche una versione più leggera composta da due antipasti, un primo ed il dessert. Noi avevamo voglia di far festa e abbiamo voluto approfittare del menu completo. Abbiamo scelto una bottiglia di Kleinstein 2007 Riserva -Doc Alto Adige- Gewurtztraminer 100%, Cantina Santa Magdalena, Bolzano
e poi….via alle danze. Abbiamo incominciato con:







E’ stato un tripudio di sensi, ci siamo proprio divertiti e abbiamo mangiato molto bene e con gusto tanto da essere appagati da saltare anche la cena. E’ stato piacevole conoscere Marco che si “è dato a noi” proprio alla maniera del Cacini facendoci mangiare quello che voleva….come fa con tutti.
(Ndr. Il Cacini era un attore romano da avanspettacolo dei primi del 900. La sua caratteristica era quella di provocare la platea con un atteggiamento da sbruffone, con le battute pesanti ed i doppi sensi. Da qui la battuta entrata nel parlare comune a Roma ma anche nella costa maremmana “Ma chi sei, Cacini?”, con riferimento alle arie da bullo che l’attore assumeva in teatro e a quanto pare il nostro chef, volendo fare nel suo locale a suo modo, ha deciso di chiamarsi così)
- Marco Ticciati Chef “Dal Cacini” Suvereto
- Scritto e mangiato da Marco Bechi – mb@marcobechi.it






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