Quest’anno Taste 2026 è true food

Ogni volta che penso a Taste, penso con piacere all’evento nel capoluogo fiorentino che più preferisco e quest’anno Taste 2026 è true food.
Il cibo vero, l’essenza delle cose è a ciò che davvero conta quando parliamo di cibo.
Taste 2026 nasce da questa esigenza profonda, raccontare il cibo vero, quello che non ha bisogno di essere spiegato, ma solo riconosciuto, assaggiato e naturalmente apprezzato.
Dal 7 al 9 febbraio, alla Fortezza da Basso di Firenze, questo racconto prende forma attraverso il contatto vero con i produttori che vi partecipano e così diventa esperienza.
Un viaggio che si rinnova
Camminare tra gli spazi di Taste significa intraprendere un viaggio, una carrellata di colori e sapori così variegati e intrecciati che a volte fanno quasi girare la testa.
Un percorso che attraversa territori, storie di vita, esperienze e visioni diverse, ma unite da una stessa idea di qualità.
In questa diciannovesima edizione possiamo incontrare 810 aziende, tra grandi realtà consolidate e i nuovi ingressi a Taste 2026 selezionati per la prima volta, quasi quasi mi preoccupo a pensare a che dare la giusta attenzione.

Taste mi piace perchè è una istantanea viva dell’enogastronomia contemporanea, dove tradizione e modernità dialogano senza forzature.
Incontri che lasciano il segno
A Taste il cibo non è mai solo prodotto ma una storia di vita, a volte nata dal sacrificio, dalla relazione, dal confronto, un racconto umano elaborato che si sviluppa e da un risultato tangibile.
Lo percepisco negli sguardi di chi espone, nelle parole di chi assaggia, nell’attenzione dei compratori che arrivano da ogni parte del mondo alla ricerca di autenticità.
È qui che capisco perché Taste continui a crescere in modo naturale, rimanendo fedele a se stesso.
Oltre l’assaggio
TASTE è anche ascolto infatti Talk, ring ed eventi accompagnano le giornate in Fortezza da Basso e in città, offrendo chiavi di lettura sul presente e sul futuro del food.

Dal pane alla ristorazione, dalla sostenibilità ai nuovi linguaggi del gusto, ogni incontro in cui sono convolti i produttori aggiunge profondità al racconto, trasformando l’assaggio in consapevolezza.
Guardare il cibo negli occhi
Il tema “True Food” si fa materia.
Lo vedo nelle immagini, nelle installazioni, nelle composizioni del cibo esposto.
Pane, frutta, formaggi, pasta sono elementi primari che parlano al corpo e alla memoria che appagano il corpo con la loro complessità.
Toccare, osservare, assaporare diventa un gesto quasi rituale, un modo per ristabilire un contatto autentico con ciò che mangiamo con consapevolezza di assaggiare davvero qualcosa di speciale, di prezioso e unico.

Firenze come esperienza diffusa
Quando Taste arriva a Firenze, la città risponde con Fuori di Taste, in questo modo il racconto esce dalla Fortezza e si diffonde tra ristoranti, botteghe e luoghi iconici, vedi una Selezione di Fuori di Taste 2026, regalando esperienze che coinvolgono anche chi non è addetto ai lavori.
È un dialogo continuo tra manifestazione e territorio, tra dentro e fuori che coinvolge tutti dai bambini, ai genitori, ai nonni.

Il senso di Taste
Per me, Taste 2026 è questo, un luogo emozionante in cui il cibo torna a essere vero, concreto, umano, che regala, assaggiandolo con consapevolezza, un’esperienza che mette al centro le persone, le scelte e i territori.
È un invito a rallentare, a riconoscere il valore delle cose fatte bene, a ritrovare il piacere di condividere.




