Il Nebbiolo nell’interpretazione del Barolo di Vietti
Tra i più importanti vitigni italiani, padri di eneguagliabili vini, figurano senz’altro il sangiovese che da la nascita al Brunello di Montalcino sia il Nebbiolo nell’interpretazione del Barolo di Vietti che ne ha fatto la storia.

La vecchia storia
Centocinquanta anni fa Carlo Vietti creò a Castiglione Falletto, nelle Langhe, la cantina Vietti, che tutt’oggi si erge negli stessi luoghi.
Una svolta epocale c’è stata nel 1917 quando Mario Vietti, figlio di Carlo, di ritorno da un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti, si accolla tutte le responsabilità aziendali rinnovandola per creare un luogo dove si producesse vino di alta qualità.
Alfredo Currado, marito di Luciana Vietti, enologo ed estimatore d’arte alla fine degli anni ’50 da il via ad un’altra trasformazione creando un filo diretto tra il vino e l’arte sviluppando sinergie che sussistono tutt’oggi.
Il Rocche di Castiglione, uno dei primi Cru di Barolo, nasce nel 1961 e nel 1967 avviene la prima vinificazione in purezza dell’Arneis.
La vera svolta tra vino e arte inizia a partire dal 1974, infatti da allora i vini saranno identificati da Etichette d’Autore.
Le idee innovative di Alfredo Currado e Luciana vengono acquisite negli anni ’80, dal genero Mario Cordero e poi, a partire dagli anni ’90, dal figlio Luca Currado Vietti, successivamente accompagnato dalla moglie Elena.
La nuova storia
Nel 2016, la cantina viene acquistata dalla Famiglia Krause di origini italoamericane (mamma siciliana e babbo americano) e qui Kyle Krause decide di estendere le proprietà vitate con nuovi Cru sia di Barolo, di Barbaresco che di Timorasso.
Con l’acquisizione di Vietti la famiglia Krause ha aggiunto ulteriori 15 ha di barolo già di sua proprietà raggiungendo i 36 ha totali suddivisi in 27 Cru diversi in cui emerge tra i migliori Villero.
Con l’inizio del 2023, Luca Currado Vietti, insieme alla moglie Elena, lasciano definitivamente la cantina, dove erano rimasti seppur non più proprietari e dunque la famiglia Krause diventa la detentrice unica del marchio Vietti.
Oggi la cantina Vietti conta all’interno delle sue proprietà alcuni dei vigneti più pregiati e rappresentativi della zona del Barolo e del Barbaresco mantenendo, oggi come allora, quei valori che animarono prima Carlo Vietti e poi tutti i suoi successori.
La degustazione
Qualche giorno fa al BSJ a Firenze abbiamo partecipato ad una piacevole e istruttiva degustazione in cui abbiamo avuto la possibilità di assaggiare etichette ormai quasi introvabili di un vino diventato un cult il Nebbiolo nell’interpretazione del Barolo di Vietti nell’etichetta Riserva Villero nelle annate 2004-2007-2010-2013 e 2016.
Villero rappresenta per Vietti il vino più longevo ed importante con tanto potenziale dedicato esclusivamente alla riserva.
Barolo Riserva Villero 2004
Etichetta di Leonid Sokov, pittore e scultore russo nato nel 1941.
Un naso molto pronunciato floreale con grande intensità di viole ma anche frutti di bosco, tabacco e siogaro. Freschezza e tannini vellutati eleganti arricchiscono il palato.
Un vino complesso ma completo ottenuto dal passaggio di 30 mesi in legno, annata metereologica perfetta.

Barolo Riserva Villero 2007
Etichetta di Qiu Guangping, artista contemporaneo cinese nato nel 1975.
Naso floreale di fiori rossi, mora, fico, asciutto e definito presenta tannini ben integrati che rendono il vino stabile e gradevole. Un vino molto avvolgente.

Barolo Riserva Villero 2010
Etichetta di Giuseppe Stampone, famoso per le sue installazioni multimediali ,nato nel 1974 in Italia lavora tra Teramo, Roma e Bruxelles.
Una superba frutta rossa si manifesta olfattivamente da questo nettare che in maniera molto verticale giunge nel palato con voluttuose note di tartufo avvolte in da setosa eleganza.

Barolo Riserva Villero 2013
Etichetta di Alessandro Piangiamore, nato in Sicilia nel 1976, oscilla tra creazioni naturali e industriali.
Trama tannica perfetta per questo ancor giovane vino che scalpita manifestando tutto il suo equilibrio in un’annata di grande qualità.

Barolo Riserva Villero 2016
Etichetta di Richard Mosse, artista Irlandese nato nel 1980.
Torna la presenza incalzante della viola come fiore che manifesta il suo profumo in un vino, netto, asciutto dai tannini ancora in evoluzione.

Successivamente abbiamo degustati anche altri vini di Vietti serviti dall’Head Sommelier Salvatore Biscotti abbinati ai piatti dello chef Claudio Mengoni.

Antipasto
Tartare di scorfano con avocado, mela verde e maionese agli agrumi

abbinata a Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2020 e 2023 Visioner
Primo Piatto
Risotto al Pecorino di Pienza, cicoria, zafferano e polpette di Chianina

abbinato a Barbera d’Alba DOC Vigna Vecchia Scarrone 2022 e 2011
Secondo piatto
Manzo, spinaci, cipolla al moscato rosa e limone

abbinato a Barolo DOCG 2021
Dessert
Cioccolato e pera, mousse al cioccolato fondente,
biscotto al cacao profumato al rum e arancia

abbinato a Barolo DOCG Lazzarito 2010
Una stupenda giornata che ci ha fatto conoscere un territorio e la migliore manifestazione vinicola dello stesso degustando annate ormai divenute una rarità.




