Da Giotto a Firenze tra impasti e drink d’autore
Marco Manzi non è solo pizza, da Giotto a Firenze tra impasti e drink d’autore alla scoperta del nuovo cocktail bar appena inaugurato.
Ieri sera ho partecipato all’inaugurazione di una delle novità più intriganti dell’estate fiorentina, il debutto della mixology da Giotto, la pizzeria di Marco Manzi che ormai è molto più di una pizzeria proprio nel centro cittadino.

È uno stile, un racconto gastronomico che si rinnova e conquista con intelligenza e gusto.
Appena arrivato in via Panzani, ho notato subito qualcosa di diverso, il nuovo bancone bar affacciato sulla strada, elegante nei toni oro e nero, con le bottiglie a disegnare un paesaggio liquido tra spiriti italiani e internazionali.

Un ingresso che profuma di cocktail, ma senza tradire l’anima napoletana e accogliente di Giotto.
La sala è viva, piena, luminosa e i calici girano con i nuovi signature firmati Ismaele Verrengia, nome già noto della mixology fiorentina, che qui ha deciso di giocare e osare con drink pensati per abbinarsi alla pizza.

Sì, avete capito bene, pizza e cocktail non più come due mondi separati, ma in dialogo sensoriale, con tanto di pairing suggeriti direttamente sul menù.
Gli abbinamenti
Ho assaggiato per esempio, iniziando dal più classico, Heaven Margarita con la pizza Margherita.

Poi l’Assoluto di pomodoro, un drink spiazzante e brillante con pisco, miso, datterini e ciliegini confit, la versione liquida di un umami sofisticato e pulito servito insieme a Ciurilli a Cetara, pizzana poletana con crema di zucchine alla scapece, fiordilate, fiori di zucca, alici di Cetara, zest di limone e chips di zucchine.

Poi il Giotto’s 75, dove il miele incontra le bollicine con grazia e morbidezza servito con Dolce Vita Italiana, la pizza al Padellino con impasto ai cereali, pesce spada marinato, cofettura di fragole, riduzione di mojito, polvere di melanzana e menta.

Il bello è proprio questo, ogni cocktail ha un suo equilibrio, una sua storia e ogni pizza trova una nuova voce attraverso il bicchiere.
I drink non sono mai invadenti, ma diventano compagni di viaggio, stimolano il palato e giocano con le texture degli impasti e dei condimenti.

Marco Manzi, sorridente e soddisfatto, mi racconta:
“Volevamo dare una nuova dimensione all’esperienza da Giotto. La pizza è già un piatto complesso, perché non spingerci oltre e farla dialogare con la mixology? La risposta del pubblico ci sta dando ragione.”
Se pensavate che una pizzeria non potesse offrire un’esperienza completa, oggi dovete ricredervi, Giotto lo fa e con stile.
Via Panzani, 57, P.za di Santa Maria Novella, 24/r, Firenze




