Caffè dell'Oro
Caffè dell'Oro

Caffè dell’Oro, la rinascita con vista Ponte Vecchio

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Caffè dell’Oro, la rinascita con vista Ponte Vecchio

Ci sono luoghi che sembrano non cambiare mai, e invece si trasformano sotto la superficie, diventando ancora più loro stessi, questo è il caso di Caffè dell’Oro, la rinascita con vista Ponte Vecchio.

È quello che è successo al bistrot contemporaneo affacciato sull’Arno, all’interno del raffinato Portrait Firenze della Lungarno Collection.

Per chi ha poco tempo
Per chi ha poco tempo

Ha riaperto da poco le sue porte con un’anima nuova, eppure fedelissima alla sua storia.

Il restyling è un invito a rallentare, fermarsi, respirare Firenze con altri occhi, magari sorseggiando un drink mentre il sole si spegne sullo skyline di Firenze con uno sguardo unico verso Ponte Vecchio.

La sala del Caffè dell'Oro
La sala del Caffè dell’Oro

Nuovi spazi, stessa meraviglia

L’intervento porta la firma dello studio di Michele Bönan, che ha saputo rinnovare senza stravolgere, preservando quell’eleganza anni ’50 che è la cifra stilistica del locale.

Ottone brunito, legni caldi, bouclé bianchi e tocchi di design su misura, tutto è pensato per far sentire ogni ospite al centro di un’esperienza intima, chic ma mai forzata.

Il nuovo bancone bar, posizionato adesso in posizione centrale è il fulcro attorno a cui ruotano i momenti della giornata tra colazione, pranzo, aperitivo, cena.

Accanto, una saletta riservata con vista diretta sul ponte più iconico del mondo, perfetta per lasciarsi alle spalle la frenesia cittadina.

E poi ci sono i dettagli come le tovagliette in ottone incise con i contorni del fiume Arno, le fotografie in bianco e nero di una Firenze sognante, la musica di sottofondo che sembra arrivare da un’altra epoca.

Nulla è casuale, tutto è pensato per far sentire il tempo più lento, più prezioso.

La sala del Caffè dell'Oro
La sala del Caffè dell’Oro

Il buongiorno si vede dalla colazione

Dalle 7:00 alle 10:00, Caffè dell’Oro si risveglia con un buffet che non è solo colazione, ma una carezza gastronomica a disposizione per tutti.

Pasticceria artigianale, soffici lievitati farciti, uova alla Benedict, pancake, french toast, frutta fresca e selezioni del territorio.

Qui ogni gesto mattutino è un piccolo rito, sia che tu sia ospite dell’hotel o semplicemente un fiorentino in cerca di bellezza e silenzio, questo è il posto giusto dove ricominciare.

L’aperitivo secondo Firenze

Nel tardo pomeriggio la luce cambia, il bancone si anima e la città prende un altro ritmo.

Il rituale dell’aperitivo si rinnova con una drink list ricca di personalità con la reinterpretazioni dei grandi classici, proposte low e no alcol, ma soprattutto il nuovo Angolo del Vermouth, con etichette storiche e nuove produzioni servite nella loro forma più pura, con ghiaccio e soda.

Ad accompagnare, le Anytime Fries con salse d’autore e snack pensati per la condivisione, perché l’eleganza, qui, passa anche dalla semplicità ben fatta.

In cucina, la visione dello chef Luca Armellino

Lo Chef Luca Armellino
Lo Chef Luca Armellino

Il vero salto di qualità, però, è firmato dallo Chef Luca Armellino, che porta in riva all’Arno la sua esperienza internazionale tra Noma, St. Hubertus, Per Se, Tokyo, Copenaghen.

Un percorso ricco che oggi si traduce in una cucina autentica, sensoriale e contemporanea.

I suoi piatti parlano italiano, ma con un accento cosmopolita con ingredienti locali di altissima qualità incontrano tecniche acquisite nel mondo, nulla è complicato, ma tutto è coerente.

Si va al cuore del sapore, senza distrazioni.

È una cucina che ascolta, osserva, accoglie, che sa stare al passo con le esigenze di una clientela raffinata ma anche curiosa, internazionale ma legata al territorio.

Ecco quello che abbiamo assaggiato

Valutazione
Valutazione

Antipasti

Bao al vapore con maialino in agrodolce, daikon e citronella e Tostada di gamberi rossi con guacamole e gel al limone (dal menù Tapas), piacevolissimi che possono essere gustati ad ogni ora con gli aperitivi.

Bao al vapore con maialino in agrodolce e Tostada di gamberi rossi
Bao al vapore con maialino in agrodolce e Tostada di gamberi rossi

Pomodorini estivi, sambuco, acqua di pomodoro e basilico, curiosa la presentazione del pomodoro in tante consistenze e varietà dove la parte dolce e acida dell’ingrediente viene esaltata dalle variegate preparazioni.

Pomodorini estivi
Pomodorini estivi

Primi piatti

Ravioli del plin ripieni con ragù di “cintale”, mirtilli fermentati e chips di nervetti, carattere e vigore in in questo piatto che riassume il gusto toscano sapido e gustoso ottenuto dalla carne di animali incrociati tra cinta senese e cinghiale.

La buona interpretazione e l’immediatezza di comprensibilità lo fa divenire un piatto facilmente apprezzabile ad un grande pubblico.

Ravioli del plin ripieni con ragù di "cintale", mirtilli fermentati e chips di nervetti
Ravioli del plin ripieni con ragù di “cintale”, mirtilli fermentati e chips di nervetti

Fregola, salsa allo zafferano, carpaccio di capasanta, bottarga e salicornia, diverse consistenze rendono la portatata golosa e saporita dalla patria dello chef.

Qui lo zafferano diventa l’ingrediente principale, a sua volta esaltato dalle erbe aromatiche e dalla bottarga che raccontano tutta la sapidità intriseca della piacevole preparazione.

Fregola, salsa allo zafferano, carpaccio di capasanta, bottarga e salicornia
Fregola, salsa allo zafferano, carpaccio di capasanta, bottarga e salicornia

Secondo piatto

Branzino al vapore, verdure di stagione, maionese al wasabi, chips di alga nori e uova di salmone, un’ode alla naturalità che qui trova il suo completamento.

Anche qui, come in ogni piatto almeno un ingrediente era lasciato quasi al naturale nella sua essenza “raw”, ma non parliamo di cottura ma nel suo stato di essere come ingrediente.

Branzino al vapore, verdure di stagione, maionese al wasabi, chips di alga nori e uova di salmone
Branzino al vapore, verdure di stagione, maionese al wasabi, chips di alga nori e uova di salmone

Dessert

Tiramisù Toscano con cantucci di Prato e gel al Vin Santo, un déjà vu piacevole, lasciato per onorare il Caffè dell’Oro e chi ha ideato questo dessert nel passato facendolo diventare un dolce “signature”, canonico per il locale.

Tiramisù Toscano con cantucci di Prato e gel al Vin Santo
Tiramisù Toscano con cantucci di Prato e gel al Vin Santo

Potremo riassumere la cucina dello chef Armellino come un ode al nudismo dell’ingrediente.

Ospitalità vera, fiorentina nel cuore

Caffè dell’Oro non è solo un ristorante, è un luogo dell’anima dove l’estetica si fonde con il gusto, dove ogni dettaglio racconta Firenze senza retorica dove il Restaurant Manager Filippo Mansuino e l’Assitant Manager Caterina Maurilio vi aspettano per coccolarvi.

È il luogo dove ci si può fermare anche solo per un caffè e sentirsi, per un attimo, parte della Dolce Vita.

Con il profumo del pane caldo al mattino e un cocktail alla sera, questa è la nuova eleganza sull’Arno.



© Tutte le foto dell’articolo, se non diversamente indicato, sono scattate da Alireza Mohtashami che ha contribuito anche alla stesura del testo. Tutte le immagini hanno copyright by marcobechi.it