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Osteria Golden View a Firenze, una nuova storia affacciata su Ponte Vecchio
Una delle viste più celebri di Firenze accompagna l’Osteria Golden View a Firenze, una nuova storia affacciata su Ponte Vecchio.

Cambiano la proprietà e il progetto imprenditoriale, si rinnovano gli ambienti e prende forma una diversa idea di ospitalità, mentre ai fornelli rimane lo chef Andrea Candito.

La sua cucina continua a intrecciare le origini campane con la cultura gastronomica toscana, dando spazio al mare, alla terra e alla qualità della materia prima.
Basta accomodarsi vicino alle grandi vetrate, ora completamente apribili, per ritrovarsi davanti a una delle immagini più riconoscibili del capoluogo toscano, Ponte Vecchio, l’Arno che scorre sotto le sue arcate, le facciate dei palazzi storici e il profilo della città che cambia colore con il passare delle ore.
Siamo in Via de’ Bardi, sulla sponda dell’Oltrarno, in una posizione privilegiata che da sempre rappresenta una delle caratteristiche distintive del locale.
Un panorama che accompagna il pranzo e la cena, trasformando la luce naturale in una presenza discreta, capace di cambiare continuamente l’atmosfera della sala acquisendo note più calde e colorate la sera con l’uso delle lampade rosse su tutti tavoli.
Oggi si presenta con una nuova proprietà e una rinnovata impostazione imprenditoriale che ha avviato un nuovo capitolo della storia del ristorante attraverso un intervento sugli ambienti e una diversa visione dell’accoglienza rendendola meno formale.
La continuità gastronomica è affidata ad Andrea Candito, lo chef che negli ultimi anni ha contribuito a definire l’identità della cucina del Golden View e che rimane alla guida della brigata anche in questa nuova fase dopo la trasformazione in Osteria.
Una scelta significativa, perché permette di conservare un percorso culinario già riconoscibile, accompagnandolo verso una nuova interpretazione dell’ospitalità.

Una nuova veste, la stessa posizione privilegiata
Il recente rinnovamento degli spazi ha interessato un locale che ha sempre avuto nella sua collocazione uno dei maggiori punti di forza.
La posizione è certamente straordinaria, ma è la proposta gastronomica a dover dare sostanza a un indirizzo così esposto allo sguardo di chi arriva in città.
Andrea Candito, due culture gastronomiche che si incontrano
La cucina rimane nelle mani di Andrea Candito, chef napoletano classe 1991, cresciuto in una famiglia legata da sempre alla ristorazione.

Le sue prime esperienze arrivano proprio dalla Campania, dove prende forma una sensibilità gastronomica fatta di sapori mediterranei, attenzione al pesce e rispetto per la materia prima.
Il suo percorso professionale lo porta successivamente in Toscana, dove ha modo di confrontarsi con cucine di alto livello e realtà importanti come Il Pellicano a Porto Ercole e Arnolfo a Colle di Val d’Elsa, al fianco di Gaetano Trovato.
Esperienze che contribuiscono a costruire una visione più ampia, nella quale tecnica, precisione e ricerca convivono con una cucina di carattere.
La sua cucina nasce dall’incontro di due sensibilità, da una parte la Campania, con il mare, la freschezza degli ingredienti e una cultura gastronomica ricca di profumi.
Dall’altra la Toscana, con le carni, il tartufo, le paste della tradizione e una cucina che ama la sostanza.

A queste si aggiungono alcuni richiami francesi, soprattutto nella costruzione delle salse e nella ricerca degli equilibri.
Candito pensa alla carta come a un racconto unitario, nel quale ogni piatto deve avere una propria identità senza perdere il legame con il resto del percorso.
La sua è una cucina contemporanea, riconoscibile, che lascia spazio alla golosità e alla piacevolezza del gusto.
Il menù, dal mare alla tavola toscana
La vocazione marina è una delle caratteristiche più evidenti della proposta gastronomica, infatti il menù dedica ampio spazio al pescato, ai crostacei, alle ostriche e alle preparazioni crude, con una selezione che guarda alla qualità della materia prima e alla freschezza.

Un posto particolare merita il piatto firma di Candito, i tagliolini al caviale con champagne, burro acido e lime.

Una preparazione nella quale la componente cremosa del burro incontra la sapidità del caviale e la freschezza agrumata del lime.
Tra i secondi merita attenzione la sogliola alla mugnaia, pulita al tavolo, un grande classico della cucina europea che oggi si incontra sempre meno frequentemente nelle carte dei ristoranti.

Burro, limone e cottura precisa accompagnano un pesce delicato, lasciando emergere la qualità della materia prima.

Non manca la bistecca alla Fiorentina, riferimento imprescindibile per chi desidera avvicinarsi alla tradizione gastronomica locale, insieme a proposte come il filetto alla Wellington e al pescato del giorno, disponibile secondo mercato e stagione.
Viene valorizzata anche la carta dei dessert in cui Caterina Saraò mette in pratica la sua preparazione e la sua competenza offrendo dolci golosi e piacevolissimi.


La cantina
Un capitolo a parte merita la carta dei vini, da sempre uno degli elementi di interesse dell’Osteria Golden View.
La cantina, collocata all’ingresso del ristorante, ha il fascino di una piccola biblioteca enologica, nella quale convivono grandi nomi, annate importanti e bottiglie meno conosciute, selezionate con attenzione.
La proposta guarda naturalmente alla Toscana, con le sue denominazioni più rappresentative, ma si apre anche a una selezione internazionale.
L’Osteria Golden View
L’Osteria Golden View occupa una posizione che appartiene all’immaginario di Firenze.
Il rapporto con Ponte Vecchio e con l’Arno rende ogni visita particolare, soprattutto per chi desidera vivere la città anche attraverso la sua tavola.
La nuova proprietà ha scelto di aprire una stagione diversa, rinnovando gli ambienti e l’impostazione dell’accoglienza, mentre la presenza di Andrea Candito assicura continuità alla proposta gastronomica.
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