Osteria del Borgo
Osteria del Borgo

Osteria del Borgo e a Palazzetto torna la cucina toscana che sa di paese

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Osteria del Borgo e a Palazzetto torna la cucina toscana che sa di paese

Palazzetto di Chiusdino è situato lungo la statale che da Siena corre verso il mare e, proprio a metà strada, sorgeva una vecchia bottega con cucina, oggi è risorta l’Osteria del Borgo e a Palazzetto torna la cucina toscana che sa di paese.

La sala dell'Osteria del Borgo
La sala dell’Osteria del Borgo

Un piccolo paesino di campagna attraversato dalla strada frequentata da tanti passanti che hanno approfittato per anni del ristoro offerto dalla bottega/bar/ristorante/albergo.

Siamo a due passi da San Galgano, attraversato per generazioni da viaggiatori, contadini, operai e pellegrini.

Oggi, proprio qui, una porta si riapre e quella porta è dell’Osteria del Borgo, nuova insegna gastronomica nata dal recupero di uno storico spazio di Palazzetto all’interno della Locanda del Borgo, di prossima apertura, che parte del più ampio progetto voluto da Jeanette e Claus Thottrup, fondatori di Borgo Santo Pietro.

Un progetto che guarda al futuro partendo da una storia che ha più di sessant’anni perché prima dell’Osteria c’erano Renzo e Maria Pia.

I tavoli dell'Osteria del Borgo
I tavoli e le cameriere dell’Osteria del Borgo

Una storia cominciata al bancone di un bar

Per oltre sessantacinque anni il bar e la bottega di Palazzetto sono stati il punto d’incontro del paese.

Renzo dietro il bancone, Maria Pia ai fornelli e qui si fermavano gli abitanti, i viaggiatori diretti verso Siena, Firenze o la costa, gli operai e gli agricoltori della zona, così come i pellegrini diretti all’Abbazia di San Galgano.

La cucina di Maria Pia era quella delle case toscane, fatta di ricette tramandate, prodotti semplici e gesti ripetuti ogni giorno.

Quando Renzo e Maria Pia hanno lasciato la loro attività, quella porta avrebbe potuto chiudersi definitivamente ma è accaduto il contrario.

Prima sono tornati Il Caffè e La Bottega, poi l’Osteria del Borgo, riportando sotto lo stesso tetto tre luoghi che appartengono alla vita quotidiana di Palazzetto.

Il Bar della Locanda del Borgo
Il Bar della Locanda del Borgo

La scelta ha anche un valore personale, infatti fu proprio qui, nel 2001, che Claus e Jeanette Thottrup si fermarono per un caffè durante il loro primo viaggio in questa parte della Toscana.

Poco dopo avrebbero incontrato la proprietà allora in rovina destinata a diventare Borgo Santo Pietro e Renzo fu una delle prime persone ad accoglierli.

Il Bar della Locanda del Borgo
Il Bar della Locanda del Borgo

Venticinque anni dopo, la storia torna dunque al punto di partenza.

Palazzetto e Borgo Santo Pietro, due storie che si incontrano

L’Osteria del Borgo appartiene a un disegno più ampio dove Borgo Santo Pietro, fondato nel 2001, si è sviluppato attorno a un’antica villa del XII secolo e oggi comprende una tenuta di 120 ettari, un’azienda agricola biologica, un caseificio, un vigneto, cinque ettari di giardini e diverse espressioni dell’ospitalità e della ristorazione di alto profilo.

Tra queste Saporium Chiusdino, ristorante insignito di Stella Michelin e Stella Verde Michelin (per adesso si può ancora dire) e la Trattoria sull’Albero alla cui guida di tutto, compresa l’Osteria del Borgo, troviamo il talentuoso chef Ariel Hagen.

Executive Chef Ariel Hagen - Saporium - Borgo Santo Pietro
Executive Chef Ariel Hagen – Saporium – Borgo Santo Pietro

L’Osteria del Borgo segue una strada diversa

Qui l’ambizione è quella della cucina toscana quotidiana, quella che appartiene alla tavola più che alla celebrazione.

Un luogo dove arrivare per un pranzo veloce con prodotti pronti dal banco della gastronomia oppure per un pranzo senza fretta, per una cena tra amici, per una pizza dal forno a legna o per ritrovare il sapore di una bistecca alla fiorentina.

È una scelta precisa, dare dignità alla semplicità, quando la semplicità viene sostenuta da buone materie prime, esperienza e conoscenza della cucina.

Una sala che racconta Palazzetto

Entrando all’Osteria della Locanda  del Borgo si percepisce immediatamente il lavoro fatto sull’ambiente.

La luce della campagna entra attraverso le ampie aperture verso la corte interna dove nella bella stagione è possibile mangiare.

I tavoli intimi nella corte esterna
I tavoli intimi nella corte esterna

Le volte in mattoni ben si addicono alle pareti intonacate a calce, il cotto fatto a mano corre sul pavimento a spina di pesce e una tonalità che va dal crema, al rosso polveroso e bordeaux richiamano i colori delle antiche osterie toscane.

Al centro della sala c’è la cucina a vista, con il forno a legna dove lo chef e lo staff si susseguono nella preparazione delle comande.

Il forno a Legna
Il forno a Legna

Ai lati, due grandi camini dove il fuoco è protagonista e resta visibile da ogni angolo della sala, una presenza calda, quasi casalinga, che accompagna il servizio e restituisce all’ambiente quella dimensione conviviale che una buona osteria dovrebbe avere.

Poi c’è la corte esterna, un tempo spazio di servizio, oggi è diventata una naturale estensione della sala.

I tavoli intimi nella corte esterna
I tavoli intimi nella corte esterna

I tavoli sono disposti tra le viti, la musica accompagna la serata e le sedie, vintage e tutte differenti, sono state cercate una per una nelle vecchie osterie e trattorie della Toscana.

È un dettaglio che racconta bene la filosofia del progetto dove nulla appare costruito per sembrare antico.

La sala dell'Osteria del Borgo
La sala dell’Osteria del Borgo

Alle pareti, le fotografie d’archivio riportano Maria Pia nella sua cucina e Renzo dietro il bancone, addirittura Renzo è così affezionato a questo luogo che passa buona parte della giornata ad accogliere come anfitrione gli avventori e così ha fatto con noi durante la nostra visita.

La cucina di Fabrizio Angilella

A guidare la cucina è Fabrizio Angilella, forte di quarant’anni di esperienza maturata tra Firenze e la Toscana.

Chef Fabrizio Angilella - l'Osteria del Borgo
Chef Fabrizio Angilella – l’Osteria del Borgo

La sua formazione nasce nella grande tradizione delle trattorie fiorentine.

Dagli anni Ottanta, quando iniziò il proprio percorso nelle cucine di Mamma Gina, fino all’esperienza allo Storico Ristorante Sabatini e alla guida di diversi ristoranti tra Firenze e la regione, Angilella ha costruito una conoscenza profonda della cucina toscana e delle sue materie prime.

I crostini neri e i fiori di zucca fritti
I crostini neri e i fiori di zucca fritti

All’Osteria della Locanda la proposta attraversa la Toscana senza inseguire le mode.

I Pici al ragù
I Pici al ragù

La maggior parte della pasta fresca viene tirata a mano o recuperata di altissima qualità,

I tortelli maremmani al ragù
I tortelli maremmani al ragù

poi arriva la bistecca alla fiorentina e il venerdì è dedicato al pescato.

Le tagliatelle al ragù di capriolo
Le tagliatelle al ragù di capriolo

Il forno a legna accompagna la pizza e la proposta dei dolci è quella più tradizionale.

Il risotto alla quaglia
Il risotto alla quaglia

Il menù cambia seguendo le stagioni e, soprattutto, segue una precisa idea con consumo di prodotti di filiera.

Il galletto alla brace
Il galletto alla brace

Gli ingredienti arrivano dall’azienda agricola biologica, dal caseificio e dal vigneto di Borgo Santo Pietro, insieme alle materie prime dei piccoli produttori della zona.

Il fritto di cortile
Il fritto di cortile
La torta della nonna
La torta della nonna

La cucina dell’Osteria non vive separata dal luogo ma ne utilizza i prodotti, ne interpreta le ricette e ne restituisce i sapori in una forma quotidiana, accessibile e conviviale.

Il Tiramisù
Il Tiramisù

 

Dalla colazione al bicchiere della sera

Il bello della nuova Locanda è anche la possibilità di viverla in momenti diversi.

Un espresso o un aperitivo al Caffè o la cena all’Osteria oppure un passaggio alla Bottega, aperta fino a mezzanotte.

La Bottega della Locanda del Borgo
La Bottega della Locanda del Borgo

Qui si ritrovano gli stessi prodotti che arrivano in tavola e dove si può consumare un tagliere di formaggi e salumi o preparazioni della cucina, dai vini e dagli oli di Borgo Santo Pietro alle produzioni delle piccole realtà dei dintorni.

È la stessa filosofia che ha guidato negli anni Borgo Santo Pietro, qui portata a una dimensione più immediata e popolare.

E forse è proprio questa la parte più interessante dell’operazione.

Il progetto di Palazzetto proseguirà con il recupero di altre parti del paese e con nuove camere sopra il bar per una buona ospitalità e una piscina per un altro tipo di ospiti, diversi da quelli di Borgo Santo Pietro.

Sono previsti anche spazi dedicati alla degustazione, alle fermentazioni, alla lavorazione del latte e alla conoscenza delle erbe, all’interno di un percorso più ampio di valorizzazione delle competenze artigianali locali.

Una nuova pagina per un’antica osteria

L’Osteria del Borgo arriva dunque in una Toscana che conosce bene il valore della tavola come luogo d’incontro.

Centoventi ettari di campagna, una realtà agricola strutturata, un relais conosciuto nel mondo, una cucina stellata come Saporium Chiusdino con Ariel Hagen e, a pochi passi, una nuova osteria che sceglie deliberatamente un registro più semplice con uno chef esperto di cucina toscana come Fabrizio Angilella.

Le foto alle pareti ricordano i vecchi tempi
Le foto alle pareti ricordano i vecchi tempi

Qui il lusso lascia spazio alla familiarità, il grande progetto torna a parlare con la quotidianità di un piccolo paese ma non tralascia piccoli dettagli in cui Claus e Jeanette Thottrup sono maestri che richiamano il fascino di Borgo Santo Pietro come l’uso di prodotti di Seed To Skin nei bagni, le immancabili candele sui tavoli o la scatola della pizza negli stessi toni dei menù e delle pareti.

A Palazzetto si viene per una sosta veloce, per mangiare, certo ma si viene anche per ascoltare una storia che continua attraverso una cucina, una corte, un forno acceso, un bicchiere di vino e una tavola apparecchiata.

Ed è bello pensare che, dopo più di sessant’anni, in quella cucina possa tornare a vivere lo stesso gesto che Maria Pia aveva ripetuto per una vita intera, preparare qualcosa di buono per chi si è fermato alla porta.


La Locanda del Borgo

Località Palazzetto, 60 – Palazzetto di Chiusdino (SI)

info@la-locanda-del-borgo.com – +39 334 679 0528


© Tutte le foto dell’articolo, se non diversamente indicato, sono scattate da Alireza Mohtashami che ha contribuito anche alla stesura del testo. Tutte le immagini hanno copyright by marcobechi.it