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Panettonissimo 2025 il weekend in cui Pietrasanta ha profumato di burro, lievito madre e meraviglia

C’è stato un momento, entrando in Piazza del Duomo a Pietrasanta, in cui ho avuto la sensazione che l’aria stessa fosse diventata più dolce.
È successo il weekend appena trascorso, quando la città si è lasciata avvolgere dalla seconda edizione di Panettonissimo.

Tre giorni intensi, carichi di profumi caldi, mani artigiane e storie lievitate lentamente come i panettoni protagonisti dell’evento.
Io c’ero e ancora adesso, ripensandoci, mi sembra di respirare quell’atmosfera luminosa, quasi surreale, che solo Pietrasanta sa creare quando decide di trasformarsi in palcoscenico del gusto.
L’inaugurazione, un nastro tagliato tra emozione e aspettative

Tutto è cominciato venerdì 21 novembre davanti alla Pasticceria Duomo, quando Gianluca Borgonovi, anima e ideatore di Panettonissimo, insieme al sindaco Alberto Giovannetti ha tagliato simbolicamente il nastro, consegnando alla città un festival cresciuto del 50% rispetto alla prima edizione.
Ventitre aziende e ventitre modi diversi di interpretare un prodotto che, da semplice dolce natalizio, è ormai diventato cultura.
Tra un applauso e l’altro, è stato premiato anche lo studente del Liceo Artistico autore del bozzetto destinato a diventare il manifesto del 2026.
Una piazza trasformata in salotto del gusto

Quando ho raggiunto Piazza Duomo, la scena è stata da film, stand che profumavano di burro, agrumi canditi, mandorle tostate.
Ogni banco è stato un invito, una storia, una promessa da verificare con tutti gli assaggi.
Il bello di Panettonissimo è proprio questo, si incontrano persone che il panettone lo vivono tutto l’anno.
Che ci parlano come fosse una creatura viva, fatta di respiri, attese, umori del lievito madre.

Alcuni dei protagonisti con panettoni che raccontavano identità, mani, territorio
Ho camminato tra gli stand ascoltando storie e accarezzando le dolci preparazioni con lo sguardo, apprezzandone la loro diversità, i loro colori, i profumi e godendo della fantasia con la quale qualcuno si è sbizzarrito.
Ogni azienda presente ha portato un pezzo di sé, ecco quello che ho vissuto.
Alex Pasticceria & Caffetteria

Mi ha accolto il profumo del lievito madre rinfrescato ogni giorno.
Panettoni che hanno parlato di lentezza e tradizione, premiati e riconosciuti per una qualità che si è fatta sentire già al primo morso.
Amasia

Tre versioni, tutte vegetali, una scelta coraggiosa e contemporanea.
Indimenticabile quello con lampone liofilizzato e glassa fondente, un boccone che ha profumato di Boschi e Natale.
Belsian

Eleonora Servetto, giovane, precisa, innamorata della pasticceria, ogni panettone esce dalle sue mani, dalle materie prime al confezionamento.
Il risultato una poesia fatta a mano.
Filippo

Edizione limitata firmata dal maestro Mauro Gualandi con frutta candita in casa, lievito madre accudito come un figlio.
Una rarità preziosa, da intenditori.
Ho Sognato di Te

Qui i canditi sono stati opere d’arte, lavorati uno a uno.
Assaggiandoli si è capito subito, una dichiarazione d’amore alla frutta.
Il Duomo

Il loro è stato il panettone “come una volta”, soffice, classico, senza fronzoli, un ritorno a casa, un abbraccio morbido così difficile da trovare.
Oltre Pan Dolce

Lievito madre nato dalla spremitura dell’uva delle colline del Candia.
Un panettone che ha racconatto terra, uva, fermentazioni antiche.
Paradis Pietrasanta

Ho ritrovato anche il tocco che già conosco, una ricetta impreziosita da olio biologico della loro azienda.
Un panettone moderno, luminoso, vellutato.
Tonlorenzi

Qui la tradizione è stata palpabile, 48 ore di lavorazione, otto gusti, e un lievito madre trattato come un tesoro di famiglia.
Yuri e Alice

Molto goloso, impasto al caramello, cubetti di caramello salato, cioccolato al caramello e glassatura idem.
Una tentazione che nessuno è riuscito a ignorare.
Gabriele Rocchi

Già conoscevo questo artigiano del gusto per aver assaggiato i suoi biscotti al caramello salato, ottimi, che sapientemente ha riproposto nel panettone insieme ad altre tre specialità, tutte golose.
e poi anche tanti altri ma non potevo assaggiarli tutti!
Cristallo

Autentico

Rossano

Saro l’Artigiano

Il Giardino

Aldo

VM Pasticcerie

Nicola

Cattan

Lievità

Patalani

Il “ring” dei grandi nomi

Domenica mattina sono stato al Bar Pietrasantese per ascoltare il giornalista Davide Paolini nel suo “ring” gastronomico con gli chef Andrea Mattei, Gianluca Tolla e Alessio Bachini.
Si è parlato di panettone in cucina, di contaminazioni, di come servirlo come dessert a fine pasto.
Uno scambio vivace, appassionante, quasi teatrale.

A mezzogiorno, sempre al Bar Pietrasantese, Paolini ha poi incontrato l’antesignano degli chef Gianfranco Vissani.
Un dialogo intenso, schietto, a volte colorito e piccante come solo Vissani sa fare, su quel panettone che ormai vive 365 giorni all’anno e sulla cucina in genere persa, secondo lui tra fermentazioni e virtuosismi inutili, perdendo di vista la tradizione.

Panettonissimo è già un classico
Lasciando Pietrasanta, nel pomeriggio di domenica, mi sono reso conto che questo evento ha superato ogni aspettativa.
Panettonissimo non è più solo un festival, è diventato un racconto collettivo, un omaggio al saper fare italiano, una festa del gusto e delle mani che impastano.
E mentre camminavo verso casa mi veniva già in mente la prossima edizione 2026.

© Tutte le foto dell’articolo, se non diversamente indicato, sono scattate da Alireza Mohtashami che ha contribuito anche alla stesura del testo. Tutte le immagini hanno copyright by marcobechi.it




