Radda in Chianti è un paese magnifico, emblema, con gli altri comuni confinanti, del Chianti Classico e non è un caso che qui, nei locali dell’antico Convento Francescano di Santa Maria al Prato, il Consorzio del Chianti Classico, acquisendone le strutture, ad onore e vanto di tutti, vi ha fatto nascere La Casa Chianti Classico.

Ma per costruire qualcosa occorre qualcuno che ci lavori ed ecco che dallo scorso maggio due persone volenterose e motivate ci si stanno dedicando a pieno titolo. Nessuno è nativo della zona e forse questa è prorio la parte più bella, sono Giuseppe Pollio ed Alessandro Boletti ed il loro incontro “professionale” è arrivato grazie alla convivialità che solo il buon cibo e il buon vino sanno dare.
Alessandro si racconta: “La mia esperienza lavorativa comincia molti anni fa in PricewaterhouseCoopers, dove ho maturato una discreta esperienza in ambito di consulenza aziendale, controlli contabili e di bilancio. Il passaggio poi ad un colosso industriale come Nuovo Pignone/General Electric a Firenze mi ha permesso di approfondire gli aspetti del controllo di gestione e dell’organizzazione aziendale. Sono da sempre appassionato di fotografia, astronomia e di cucina è proprio quest’ultima passione unita all’enologia e la Toscana, che già frequento da diversi anni assiduamente, che mi hanno in questo percorso avvicinato a Radda in Chianti. Infatti, è alle degustazioni e alle cene di Slow Food Siena che ho incontrato la mia anima gemella in senso professionale”.

Continua Giuseppe: “Io sono un biologo molecolare con una ventennale esperienza lavorativa nella ricerca universitaria italiana e americana, quindi dirigente di azienda farmaceutica nel campo delle malattie neuro degenerative, ma con una grande attenzione e conoscenza del cibo e del vino. Vivo con mia moglie, anch’essa esperta ed operante nel mondo del vino, alle porte del Chianti da ormai 15 anni e dal 2008 sono dirigente locale di Slow Food Siena, nonché sommelier AIS e collaboratore della guida dei vini Slow Wine di Slow Food.”

Cosa poteva essere migliore che mettere a frutto l’amicizia nata tra “tarallucci e vino” che non quella di diventare soci in questa impresa volta a far divenire Santa Maria al Prato una “Wine Destination” di successo, puntando sulla qualità dei servizi e dei prodotti offerti, tutti scelti accuratamente dagli artigiani del gusto locali e facendo tesoro della unicità del luogo, che coniuga storia, tradizione e bellezza architettonica.

Sotto l’ideale del Consorzio del Chianti Classico, Giuseppe ed Alessandro si sono mossi in modo che la Casa Chianti Classico diventi il punto ideale di partenza per la scoperta di questa terra di Toscana che da sempre ha nel vino l’ambasciatore della sua storia ed identità territoriale. Si parte da degustazioni guidate, condotte da personale qualificato e in diverse lingue, per proseguire con la proposta giornaliera di visita al percorso sensoriale per conoscere il territorio, la sua storia e imparare a degustare il Chianti Classico in modo leggero e coinvolgente.

“Noi auspichiamo”, dicono Giuseppe e Alessandro: “di far diventare questa casa un centro di conoscenza e di studio, oltre che di confronto tra le diverse realtà produttive del settore; seminari e degustazioni per giornalisti specializzati, importatori e professionisti del mondo del vino, corsi di studio per sommeliers e per degustatori di olio o masters sulla cultura enogastronomica saranno ospitati nelle aule di studio al primo piano del convento e nell’ex refettorio dei frati, mentre la sala per convegni al secondo piano ha la giusta dimensione per convegni di piu’ ampio respiro”.

Giuseppe continua: “A questo proposito anche il bistrot alla Casa Chianti Classico è funzionale alla conoscenza delle eccellenze del territorio chiantigiano, il primo piatto in menù è infatti una degustazione di tre diversi oli extravergini DOP del Chianti Classico, dove l’extravergine di qualità smette di essere considerato un semplice condimento e assume il ruolo di alimento completo che gli compete. Ovviamente il vino Chianti Classico è il signore della tavola del convento e viene celebrato in tutti i suoi aspetti, dalla possibilità di assaggiare le tre tipologie in una vera e propria degustazione durante il pranzo, alla possibilità di stappare ognuna delle centocinquanta ed oltre etichette presenti in enoteca a prezzo di vendita diretta, senza alcun ricarico, e poi portarsi quello che non si è bevuto a casa per continuare l’esperienza della Casa Chianti Classico anche dopo averla lasciata.”

Quello che traspare parlando con Giuseppe e Alessandro è il loro grande coinvolgimento a livello emozionale che trasmette la passione dedicata a questo ambizioso progetto a cui dedicano molte energie sia ora che è il momento del turismo ma stanno già pensando a come gestire la Casa Chianti Classico anche nei periodi di scarsa affluenza turistica ed ecco allora che dicono: “Si creeranno attivamente eventi ed attività per i residenti, la casa accoglierà serate di buon cibo con cuochi da tutte le parti d’Italia, organizzerà pranzi conviviali al mezzogiorno della domenica, promuoverà degustazioni di vino e di cibo e gemellaggi con altre zone della Toscana e di altre regioni d’Italia e sarà disponibile per accogliere corsi, convegni, approfondimenti sul mondo del vino e per il mondo del vino. Sarà ancora di più la “Casa” di tutti i soci del consorzio Chianti Classico, che potranno ritrovarsi assieme per degustare i loro vini davanti ad adeguate proposte culinarie sia della tradizione, ma anche stuzzicanti escursioni fuori regione, per confrontarsi e prepararsi assieme ad un altro anno di lavoro in vigna ed in cantina.”

In questa bellissima cornice attualmente è attivo il Bistrot Al Convento in cui le proposte sono semplici ma non banali né tanto meno sono banali gli ingredienti che compongono i piatti del menù ricercati con non poca fatica in lungo ed in largo tra i migliori disponibili in zona.
Ecco che per iniziare abbiamo un assaggio di pane e olio, pane semi-integrale a lievitazione naturale che viene da Carla Ferri vicino Volterra e olio de La Casina di Greve in Chianti.

Il tagliere, di piacevole completezza, esplora la professionalità di diversi artigiani del gusto: la cinghialotta (da sx) è della Macelleria Rapaccini mentre il prosciutto e il capocollo sono della Macelleria Pini entrambe di Castelnuovo Berardenga e il formaggio di mucca è di Poggio di Camporbiano – Gambassi Terme.

La saporita Bresaola di pura Chianina, servita con le mele, le scaglie di pecorino stagionato di Porcu – Radicondoli, è della macelleria Iacomoni – Monte San Savino.

Le sapide acciughe, smorzate dal dolce formaggio del De Magi Alchimia dei Formaggi – Castiglion Fiorentino, sono molto appetitose e adatte all’abbinamento con un ottimo bicchiere di vino.

L’artefice di tutto questo è il giovane chef Tommaso Mori che con passione si diletta ad assecondare le richieste di Giuseppe ed Alessandro.

I pici, fatti a mano, sono serviti in due versioni: I pici Convento style con le mandorle

I pici all’aglione


Ma alla Casa Chianti Classico è tutto in divenire e dunque “stay tuned” per le prossime novità!
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Casa Chianti Classico
Circonvallazione Santa Maria 18
Radda in Chianti – (SI)
Tel +39 0577 738187 info@casachianticlassico.it
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Scritto da Marco Bechi +393394977937 marcobechi.it@gmail.com
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