Magù Slow Food
Magù Slow Food

Riva degli Etruschi, una casa per il territorio e per la cultura del cibo Slow

Riva degli Etruschi, una casa per il territorio e per la cultura del cibo Slow

A San Vincenzo nasce a  Riva degli Etruschi, una casa per il territorio e per la cultura del cibo Slow Food con la Condotta di Costa degli Etruschi. 

La vendemmia
La vendemmia

Un progetto che mette insieme ospitalità, agricoltura biologica, vino, ristorazione e biodiversità e che racconta un modo diverso di vivere il territorio.

Da anni, arrivando a San Vincenzo, si percepisce come questa grande realtà della Costa degli Etruschi stia cercando di andare oltre il semplice concetto di resort. 

I 35 ettari di parco, la spiaggia privata, le strutture ricettive e i diversi ristoranti sono soltanto una parte di un sistema che negli anni ha cominciato a guardare con sempre maggiore attenzione a ciò che accade fuori dai suoi confini.

La terra, prima di tutto con i produttori, le varietà locali, il vino e quella biodiversità che, quando non rimane soltanto una parola, diventa qualcosa di concreto da coltivare e proteggere.

È in questo percorso che oggi si inserisce la nascita di Casa Slow Food Costa degli Etruschi, la nuova sede della Condotta Slow Food del territorio all’interno di Riva degli Etruschi.

Slow Food Costa degli Etruschi
Slow Food Costa degli Etruschi

Non è una collaborazione appena iniziata infatti Il rapporto con Slow Food e con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è cominciato alcuni anni fa e, nel tempo, ha coinvolto ambiti diversi, dall’agricoltura alla ristorazione, dalla produzione vinicola alla tutela delle varietà locali.

La nuova Casa avrà sede a Mariva Dune, dove potranno trovare spazio incontri, assemblee, conferenze e momenti di formazione. 

Mariva Dune
Mariva Dune

Ma, più ancora della sede fisica, mi sembra interessante ciò che rappresenta, la volontà di dare un punto di riferimento stabile a una comunità che da anni lavora sulla cultura del cibo e sulla conoscenza del territorio.

Quando il resort comincia dalla terra

Tenuta Guardamare
Tenuta Guardamare

Riva degli Etruschi ha oltre sessant’anni di storia e oggi comprende più di 400 sistemazioni, un chilometro di spiaggia privata, ristorazione, agricoltura biologica e produzione vitivinicola. 

Numeri importanti, che raccontano la dimensione della struttura, ma che da soli non spiegano il percorso intrapreso negli ultimi anni.

Per capire meglio questa storia bisogna spostarsi di qualche chilometro, verso la Tenuta Guardamare.

Trenta ettari tra San Vincenzo e Baratti dove vengono coltivati biologicamente ortaggi e grani antichi destinati alle cucine del resort. 

Qui il concetto di filiera corta smette di essere uno slogan e diventa materia prima.

E c’è un prodotto che più di altri racconta questo legame con il territorio: il Carciofo Violetto della Val di Cornia, una varietà storica tutelata dal 2022 dalla Comunità Slow Food. 

La Tenuta Guardamare è una delle sole quattro aziende a coltivarlo e il carciofo arriva direttamente nelle cucine di Riva degli Etruschi.

Il carciofo violetto
Il carciofo violetto

È questo, a mio avviso, uno degli aspetti più interessanti del progetto e non limitarsi a raccontare il territorio, ma cercare di portarlo davvero nel piatto.

Il vino come espressione del luogo

Lo stesso discorso vale per il vino, Infatti sono sei gli ettari di vigneto della Tenuta Guardamare, con la consulenza enologica di Attilio Pagli. 

Tenuta Guardamare
Tenuta Guardamare

E alcune delle bottiglie prodotte qui hanno già trovato spazio nella Banca del Vino di Pollenzo: le annate 2020, 2021 e 2023 del Marittimo Bianco sono state accolte nell’archivio dedicato alla conservazione e alla valorizzazione della produzione vitivinicola italiana.

È un riconoscimento che va letto anche all’interno del rapporto più ampio con Pollenzo e con Slow Food, costruito attorno a una precisa idea di agricoltura e di cultura gastronomica.

Vini bagnanti
Vini bagnanti

E il vino torna anche in Vini Bagnanti, manifestazione organizzata da Riva degli Etruschi insieme a Teseo Geri, dove produttori, territori e gastronomia diventano protagonisti di un racconto che parte dal calice per arrivare alla tavola. 

L’area food della manifestazione coinvolge esclusivamente realtà legate alla comunità Slow Food.

La cucina come punto d’incontro

È inevitabile che un progetto di questo tipo arrivi alla ristorazione.

A Riva degli Etruschi convivono oggi diverse anime gastronomiche: il fine dining di Mariva Dune, la cucina di mare del Nautico, quella toscana del Mistral, la proposta legata all’orto biologico di All’Orto, fino a Magù, ristorante e pizzeria diventato Locale Amico Slow Food, e Colto, dedicato a una cucina agricola con ingredienti a chilometro zero.

Masterclass
Masterclass

Una proposta articolata, inevitabilmente diversa nei linguaggi e negli obiettivi, ma che trova un punto comune nella possibilità di utilizzare prodotti provenienti dal territorio e dalla stessa azienda agricola.

È qui che il progetto acquista una dimensione che va oltre la ristorazione perché un ristorante può essere anche un luogo nel quale far conoscere una varietà agricola, sostenere un produttore, raccontare una coltivazione che rischia di scomparire.

E può diventare, soprattutto, uno strumento per far capire a chi arriva da lontano che cosa c’è davvero dietro un 

piatto.

Da San Vincenzo a Terra Madre

La nascita di Casa Slow Food arriva alla vigilia di un altro appuntamento importante.

Guida Olio SF
Guida Olio SF

Dal 24 al 27 settembre 2026, Riva degli Etruschi sarà infatti a Terra Madre Salone del Gusto a Torino, tornando a una manifestazione alla quale aveva già partecipato nel 2022. 

Sarà l’unica struttura ricettiva della Toscana e una delle poche realtà ricettive italiane presenti all’edizione 2026.

Il resort avrà un proprio spazio e sarà coinvolto anche in alcuni momenti delle conferenze ufficiali. 

Le bottiglie di Tenuta Guardamare, tra cui Marittimo Bianco 2021 e 2023 e Origine 2023, accompagneranno un laboratorio curato dalla Banca del Vino, con Vieri Mantelli, direttore commerciale di Riva degli Etruschi, chiamato a raccontare il progetto enologico.

ll vino
ll vino

Il tema della biodiversità sarà al centro della partecipazione ed è probabilmente il filo più naturale per unire tutto ciò che Riva degli Etruschi sta costruendo: l’ospitalità, i campi, il vigneto, le cucine, i produttori e le varietà locali.

Una casa, prima ancora di un’insegna

La cosa che trovo più interessante in questa nuova Casa Slow Food è proprio il suo significato.

Non nasce semplicemente per aggiungere un’insegna a una struttura ricettiva. 

Arriva al termine di un percorso già iniziato e prova a trasformare Riva degli Etruschi in un luogo nel quale il tema del territorio possa essere discusso, conosciuto e, soprattutto, vissuto.

In fondo è questo che dovrebbe fare una buona ospitalità quando decide di confrontarsi seriamente con il luogo in cui si trova: non limitarsi a mostrarne la bellezza, ma contribuire a conservarla.

A San Vincenzo questo significa parlare di grani antichi e di carciofi, di olio e di vino, di agricoltura biologica e di cucina. 

Significa dare spazio ai produttori e alle comunità locali e ricordare che dietro quello che arriva sulla tavola esiste sempre una terra.

Tenuta di Guardamare
Tenuta di Guardamare

E forse il valore di Casa Slow Food Costa degli Etruschi sta proprio qui, nel tentativo di fare dell’ospitalità non soltanto un modo per accogliere chi arriva, ma anche un modo per restituire qualcosa al territorio che quell’ospite è venuto a conoscere.


Riva degli Etruschi
Via della Principessa, 120
Tel: +39 0565/7199
Email: inforde@rivadeglietruschi.it