La Molina, dentro la fabbrica delle meraviglie del cioccolato
Fortunatamente non è la prima volta che visito un mondo dove si produce il nettare degli Dei ma è stato emozionante visitare a Quarrata, La Molina, dentro la fabbrica delle meraviglie del cioccolato.

Un mondo che da bambini abbiamo immaginato leggendo una favola o guardando un film, dove la fantasia prende forma, la curiosità guida ogni passo e dietro ogni angolo sembra nascondersi una sorpresa e ti aspetti che da un momento all’altro esca un Umpa Lumpa di Willy Wonka.
La visita a La Molina, cioccolateria artigianale nel cuore della provincia di Pistoia, mi ha riportato proprio a quella sensazione.

Quella della fabbrica di Willy Wonka, con una differenza importante, qui la magia non è frutto della fantasia, ma nasce dal lavoro delle persone, dalla ricerca e da una passione che prende forma nel cioccolato e nelle persone che lo preparano, abbigliate, per igiene, con curiosi copricapo.

Abbiamo visitato diversi laboratori mentre la produzione era in corso e assaggiato anche qualcosa in fase di preparazione come le nocciole tostate o le praline al caramello salato.

È stato questo il momento più coinvolgente, quello in cui il racconto del cioccolato ha smesso di essere soltanto una questione di gusto e di estetica per diventare qualcosa da osservare da vicino.

Le creazioni non erano più semplicemente praline, ma tavolette o piccoli gioielli da ammirare in una confezione elegante.

Erano il risultato di gesti precisi, di attenzione, di lavorazioni che richiedono esperienza e sensibilità.
Il processo produttivo
C’è qualcosa di speciale nel vedere un prodotto prendere forma davanti ai propri occhi.

Si comprende meglio quanto lavoro possa nascondersi dietro un oggetto apparentemente semplice e quanto la qualità finale dipenda anche da una successione di dettagli come il suo meticoloso incartamento fatto a mano.

Da La Molina, però, tutto questo ha il fascino irresistibile del cioccolato, una materia capace di parlare immediatamente ai nostri sensi e di risvegliare ricordi che credevamo lontani.

La mia parte più razionale, quella del critico enogastronomico abituato a osservare e valutare, lasciava spazio alla curiosità, quella più istintiva, invece, aveva già voglia di assaggiare quel ben di Dio.

È stato interessante capire che il nome de La Molina, ha preso lo spunto da un attrezzo, il Molinello che nel 2007 avevo già visto in uso in Mexico, un montalatte per la cioccolata calda, assaggiata durante una serata in occasione del primo Congresso Mondiale di Slow Food fuori dall’Europa.

Un tuffo nel passato ma anche un’emozione, un ricordo vivido indimenticabile con colori unici, solari, caldi e coinvolgenti come solo il Mexico può dare.
La Molina

Fondata nel 2000, La Molina ha costruito negli anni una propria identità, nella quale la qualità del cioccolato dialoga con l’arte, il design e la cultura visiva.
Il marchio è conosciuta maggiormente all’estero e usata da grandi nomi come Stefano Ricci, Ginori 1735, Cavalli, Ferragamo e da Selfridges a Londra.

Una filosofia che si riconosce anche nelle creazioni finite, ma che durante la visita al laboratorio acquista un significato diverso.
Perché dietro ogni pralina c’è un’idea, dietro ogni forma una scelta, dietro ogni combinazione di sapori la ricerca di un equilibrio.

L’assaggio
Non vedevamo l’ora di arrivare al momento della degustazione, una conclusione che definirei il gran finale della nostra piccola avventura, con una selezione stupenda e variegata di creazioni che ci ha permesso di esplorare le diverse anime della cioccolateria.

Praline dalle forme curate, interpretazioni della gianduia, consistenze differenti e accostamenti capaci di incuriosire, addirittura una al pino mugo, fantastica.
Ogni assaggio era un piccolo invito a soffermarsi, a riconoscere le sfumature, a lasciarsi sorprendere perché il cioccolato non è mai soltanto dolcezza.

È intensità, persistenza, contrasto, cremosità e croccantezza, quello speciale è il modo in cui una nota aromatica incontra un’altra, senza cancellarla, e il ricordo che rimane quando il boccone è già finito.
È stato bello concedersi il tempo di assaporare passando da una creazione all’altra e scoprendo quanto possa essere ampio il linguaggio del cacao.

In fondo, anche questa è una forma di conoscenza, non limitarsi a guardare un prodotto, ma provare a comprenderlo attraverso l’esperienza diretta.

Ripensando alla visita, credo che il fascino di La Molina risieda proprio in questo incontro fra due dimensioni.
Da una parte il rigore della lavorazione artigianale, la ricerca sugli ingredienti e la cura necessaria per ottenere un risultato preciso.
Dall’altra la capacità di conservare un elemento di gioco e di sorpresa, ricordandoci che il cibo non deve soltanto soddisfare il palato, ma può anche emozionare.

Collezioni di Natale
È lo stesso spirito che si ritrova nelle creazioni più originali del marchio, come l’uovo à la coque sottovetro, che nasconde un cuore morbido di gianduia, o le nuove boules di cioccolato della collezione Natale 2026, ispirate allo Schiaccianoci.

Piccole sfere che richiamano gli ornamenti delle feste e che, una volta spezzate, svelano un ripieno sorprendente.
Oggetti da osservare, certo, ma soprattutto da vivere attraverso il gusto.
Ecco perché, uscendo da questa esperienza, mi è rimasta la sensazione di aver visitato qualcosa che va oltre una semplice cioccolateria.

La scoperta
Ho ritrovato il piacere della scoperta e la curiosità di vedere come nasce un prodotto perché una degustazione può trasformare una mattinata in un ricordo.
Forse è questo il segreto della fabbrica di Willy Wonka, almeno nella mia immaginazione, non è solo la quantità di dolci o la meraviglia delle creazioni, ma la capacità di farci sentire bambini, liberi di stupirci davanti a qualcosa di buono, bello e fatto con passione.

A Quarrata, da La Molina, questa magia ha il profumo del cioccolato e il sapore di una scoperta e, dopo averla vissuta, viene spontaneo pensare che qualche volta non serva inventare una favola.

Basta entrare nel posto giusto, guardarsi intorno e concedersi il piacere di assaggiare ma anche di condividere e questo mi piacerebbe fare, condividere questa esperienza con i miei amici appena sarà possibile!
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