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Le vigne del Soave di Graziano Prà sono belle come giardini fioriti
Graziano Prà è un vignaiolo che ascolta la natura, infatti c’è chi il vino lo produce, e chi lo accompagna, passo dopo passo, come un amico fidato, infatti ecco perché le vigne del Soave di Graziano Prà sono belle come giardini fioriti.

Questa è stata la sensazione che abbiamo avuto arrivando a Monteforte d’Alpone a pochi chilometri da Verona, dove un grande cancello si apre sulla cantina di Graziano
Aiuole e rampicanti fioriti circondano le costruzioni e fanno da prologo ai vicinissimi vigneti belli come giardini.
Da sempre legato alla sua terra, quella del Soave e della Valpolicella, Graziano è uno di quei vignaioli “di sostanza”, che non inseguono le mode ma coltivano la coerenza, l’eleganza e un’idea precisa in cui il vino si fa in vigna, non in laboratorio come ha appreso dal padre e dal nonno.

Una vocazione naturale
Graziano non ha scelto la vigna, è stata la vigna a scegliere lui infatti è tutta una storia di famiglia, fatta di generazioni che si sono prese cura delle colline veronesi.
Negli anni Ottanta arriva il cambio di passo, nasce l’azienda F.lli Prà, e con essa un modo di fare vino che mette al centro il territorio e le sue varietà autoctone.

Niente scorciatoie, niente uve internazionali, solo Garganega, Trebbiano di Soave, Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta.
Solo ciò che ha radici profonde e che può assorbire le sostanze e il “sapore” di quella terra che è particolarmente generosa.
I suoi vigneti si dividono tra le colline vulcaniche del Soave e quelle calcaree e fresche della Valpolicella.
Due anime diverse che si ritrovano nei suoi vini, sempre puliti, eleganti e mai banali, vini bianchi dalle colline vulcaniche e vini rossi dalle seconde.
È stato emozionante fare il tour tra i vigneti in cui abbiamo potuto apprezzare le macroscopiche differenze dei suoli da neri a bianchi che poi abbiamo coscientemente ritrovato nei vini durante la degustazione.

Vini che parlano (ma non urlano)
Per Graziano, il vino deve raccontare da dove viene e lo deve fare con stile senza fronzoli, ma neanche eccessi.
La parola d’ordine è equilibrio e non è un caso se i suoi bianchi, lavorati in acciaio, lontani dalle mode del legno, stanno conquistando sempre più il consenso del pubblico.

Soave, in tutte le sue sfumature
- Wild è il Soave da lieviti indigeni e fermentazione spontanea, una novità del 2024 proveniente dalla Uga di Ponsara dove la terra è nera, vulcanica e dona un carattere “selvaggio” al vino.
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Otto è il Soave della porta accanto, quello che vorresti sempre avere in frigo, fresco, minerale, con sentori di fiori bianchi, mela verde e mandorla, adatto per l’aperitivo ma anche un gran compagno per zuppe, risotti e piatti di pesce.
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Staforte nasce da una sfida: usare solo acciaio quando tutti puntavano sul legno infatti oggi è uno dei vini simbolo dell’azienda, elegante e stratificato.
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Monte Grande è il cru di famiglia, davvero un bianco ambizioso, che guarda ai grandi del Collio e della Borgogna con rispetto e personalità.
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Colle Sant’Antonio è una piccola perla un Soave da uve leggermente appassite direttamente in vigna, affinato due anni in botte grande. Solo 3.000 bottiglie, per chi cerca complessità e rotondità.
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Passito Bianco delle Fontane chiude il cerchio con dolcezza! Un vino raro, da meditazione, con una persistenza che sembra non finire mai.
Valpolicella, l’altra faccia di Prà

Nel 2000 Graziano ha portato la sua filosofia anche in Valpolicella, dove coltiva i suoi rossi a 500 metri di altitudine e qui nascono:
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Valpolicella classico Morandina, sincero e pulito, per nulla ruffiano, ma fine ed elegante.
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Valpolicella Ripasso Superiore, strutturato ma con una bella vena sapida che lo rende versatile e molto apprezzato anche fuori dai confini italiani.
- Valpolicella Superiore Morandina, dalle profonde trame olfattive si avverte un frutto nero, la mora di rovo, la ciliegia nera, la prugna stramatura, l’arancio candito, un vino dalla grande beva e lunga persistenza.
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Amarone Morandina, potente ma bilanciato, con profumi di prugna, liquirizia e cacao e dove l’altitudine e il terreno calcareo gli regalano una freschezza insolita, che promette lunghi anni di evoluzione.

Il tappo a vite? Una scelta di testa e di cuore
Graziano Prà ha deciso di mettere da parte il classico tappo in sughero per abbracciare con convinzione il tappo a vite.
Una scelta che può sorprendere, ma che ha solide basi infatti dopo anni di sperimentazioni, degustazioni di vecchie annate e viaggi internazionali, Graziano è arrivato a una conclusione semplice, il tappo a vite conserva meglio i suoi vini.
Il tappo a vite li protegge dai difetti e permette un’evoluzione pulita e coerente ed in più è riciclabile al 100%, facile da aprire e amico del trasporto.

In cantina come in cucina dove vige ordine, pulizia e rispetto
Nulla è lasciato al caso! Fermentazioni a basse temperature, uso di gas inerti per proteggere il mosto, nessuna fermentazione malolattica nei bianchi, solo mosto fiore, e un’attenzione importante alla pulizia.
Tutto questo per valorizzare la materia prima senza mai coprirla.

E anche dal punto di vista ambientale, Prà è avanti, l’energia in cantina è rinnovabile e il lavoro segue un principio semplice quanto potente, meno interventi, più genuinità perché alla fine Graziano, dentro, si sente un figlio della terra e per questo la ama, la rispetta e ne rispetta anche i frutti.
Ci è piaciuto molto anche il modo con cui hanno creato scatole per il vino, a cura di un artigiano della zona, riciclando magistralmente i pallets, i pancali di legno che andrebbero altrimenti irremediabilmente smaltiti.

Se amate i vini autentici, territoriali e puliti, quelli che stanno bene con il cibo e ancora meglio con le persone, allora i vini di Graziano Prà meritano un posto nella vostra cantina.

Le vigne di Graziano Prà
Spero non mancheranno le occasioni per farveli assaggiare perché solo così si capisce l’amore e l’attenzione che c’è dietro ben riconosciuta anche dalla guida Slow Wine.

Azienda Agricola di Graziano Prà
Via della Fontana, 31 Monteforte d’Alpone (VR)
Tel. +39 0457612125 – E-Mail: info@vinipra.it
© Tutte le foto dell’articolo, se non diversamente indicato, sono scattate da Alireza Mohtashami ed hanno copyright by marcobechi.it




